21 maggio 2018 ore: 12:29
Società

Casa delle donne, mozione di sostegno in Senato: al via la raccolta firme

"Il nostro impegno e' quello di presentare una mozione in Senato a sostegno della Casa internazionale delle donne con delle proposte precise, inizieremo la raccolta delle firme". Lo annuncia La senatrice di Liberi e Uguali Loredana De Petris in conferenza stampa a Palazzo Madama insieme a Stefano Fassina
Casa delle donne - mozione in Senato
Casa delle donne - mozione in Senato

Roma - "Il nostro impegno e' quello di presentare una mozione in Senato a sostegno della Casa internazionale delle donne con delle proposte precise, inizieremo la raccolta delle firme". Lo annuncia La senatrice di Liberi e Uguali Loredana De Petris in conferenza stampa a Palazzo Madama insieme a Stefano Fassina. De Petris riferisce del sostegno a questa iniziativa da parte di Monica Cirinna' del PD e di un messaggio di sostegno arrivato anche da Emma Bonino. Per la senatrice di Leu "e' molto grave la mozione approvata in Campidoglio perche' volutamente ignora il contributo sociale e di servizi che la Casa ha svolto per 30 anni. Anche dal punto di vista formale ci sono gli strumenti per arrivare a una soluzione", assicura.

Stefano Fassina, in qualita' di consigliere comunale, sottolinea che "questa vicenda ha un valore generale perche' e' tra le piu' rilevanti di un problema piu' generale che riguarda centinaia di realta' associative della citta', che la stanno facendo sopravvivere sul terreno della solidarieta' e dell'accoglienza e dei servizi in un quadro sempre piu' difficile".
I nodi, osserva Fassina, "sono quello del canone che e' insostenibile per queste realta': bisogna modificare la delibera che prevede la valorizzazione dei beni". Secondo, "c'e' la questione del bando, che non puo' essere assunto come un totem: l'approccio ideologico del bando rischi di desertificare la citta'". Per Fassina "si puo' invece fare una convenzione in cui il Comune pone delle condizioni senza mettere a bando alcuni immobili".

La presidente della Casa delle donne, Francesca Koch, sottolinea che "non si puo' risolvere la vicenda restando nel solo perimetro ragionieristico. Noi abbiamo sollecitato dal 2010 l'amministrazione Capitolina a rivedere il canone d'affitto e la giunta Alemanno ha allungato la convenzione prevedendo un piano di rateizzazione del debito. Poi con la Giunta Marino- ricorda- abbiamo trovato grande attenzione ma il percorso individuato non e' stato possibile portarlo a termine per la caduta della Giunta. Ora chiediamo di riconoscere gli oneri e le spese che abbiamo sostenuto, rateizzando il debito". Infine si chiede che "la giunta capitolina si avvalga della nuova legge di riforma sul terzo settore per concedere in comodato gratuito la struttura".

(DIRE)

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