2 marzo 2021 ore: 17:32
Economia

Casa, Firenze candiderà l'ex Lupi ai bandi per la qualità dell'abitare

Prende forma l'operazione sulla caserma che il ministero della Difesa ha ceduto al Comune: un nuovo quartiere post Covid con 400 appartamenti dedicati al social housing

FIRENZE - Un nuovo quartiere post Covid con 400 appartamenti dedicati al social housing per circa 1.300 residenti, una rete stradale da 15.000 metri quadrati e 870 posti auto complessivi (con i 320 del parcheggio scambiatore). Poi il verde che seguirà il percorso della ciclopedonale, un parco e spazi per orti urbani. E ancora negozi di vicinato, commerciale, spazi per le start-up e dedicati al co-working, infine una grande piazza dedicata alle attività culturali e sociali. L'operazione sull'ex Lupi di Toscana, la caserma che il ministero della Difesa ha ceduto al Comune di Firenze, prende forma. E su quelle strade, a proposito di mobilità, potrebbe atterrare un sistema di mobilità elettrica innovativo: una sorta di 'trenino' ma su gomma e senza autista, con guida autonoma, in grado di modulare la capienza del convoglio in relazione alla domanda.

Un quartiere a 360 gradi, insomma, con al centro la questione casa. E sul fronte del social housing Palazzo Vecchio, come spiega il sindaco Dario Nardella, sta valutando se procedere con due lotti "che potrebbero essere finanziati dal 'Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare'", il bando detto Pinqua (il governo potrebbe assegnare le risorse entro settembre). "Due lotti, perché il bando prevede un finanziamento massimo di 15 milioni per ogni progetto", osserva. In questo senso "stiamo lavorando per adottare in tempo utile il piano attuativo così da poterci candidare alla gara", aggiunge l'assessore all'Urbanistica, Cecilia Del Re. Sul fronte dell'housing sociale il Comune pensa ai finanziamenti pubblici ma tiene la porta aperta anche a Cassa depositi e prestiti, con cui sta dialogando anche sull'ex caserma, conferma Nardella.

E se il tema sono le case, il sindaco le vuole con spazi più umani, mettendo a frutto uno degli insegnamenti appresi con la pandemia: "A me piacerebbe stare al di sopra delle medie a cui siamo abituati, proprio per favorire un uso più sostenibile degli spazi domestici. Vogliamo sicuramente fissare il minimo sopra i 50 metri quadrati e penso che possiamo lanciare questa sfida", dive Nardella.

Il progetto, infine, potrebbe attirare investimenti potenziali per 120 milioni (per circa 500 posti di lavoro tra diretti e indotto), come osserva il direttore generale di Palazzo Vecchio, Giacomo Parenti. Anche perché sull'ex caserma impatteranno "diversi progetti", ovvero "investimenti pubblici e privati che si combineranno. Noi però, per evitare l'effetto Arlecchino, vogliamo garantire una progettazione unitaria, quindi è nostra intenzione individuare un soggetto unico per la progettazione: lo faremo con un avviso pubblico. In modo tale che poi i singoli interventi si dovranno adeguare a questa matrice unitaria", spiega Nardella. (DIRE)

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