4 agosto 2020 ore: 12:58
Non profit

Caserta, volontariato e comuni insieme per superare l’emergenza

A quattro mesi dal lockdown il Csv locale ha concluso le attività straordinarie realizzate mettendo in rete associazioni ed enti locali per la distribuzione di beni primari alle famiglie in difficoltà. “Resteremo in ascolto delle esigenze della comunità per essere pronti ad intervenire nuovamente”
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A quattro mesi dal lockdown che ha stravolto la quotidianità di tutti, il Csv di Caserta si prepara per tornare alla normalità e ripristinare le attività ordinarie. “Dal 31 luglio abbiamo chiuso ufficialmente le misure straordinarie legate all’emergenza” dice la presidente del Csv Elena Pera commentando la fine di un percorso complesso ma significativo, che ha portato il centro, “dopo un iniziale smarrimento”  a rivedere priorità ed obiettivi per dare il proprio contributo alla comunità.

Da settembre quindi torneranno pienamente operativi gli sportelli “Tutela dei diritti” e “Lotta alla discriminazione” che, prima dell’emergenza Covid, erano stati inaugurati in vari comuni del casertano e dell’Agro aversano per dare informazioni e sostegno, ad esempio, sulle problematiche giovanili, diritti del malato, parità di genere. Interventi importanti in territori difficili e che a causa dell’emergenza, hanno dovuto lasciare il posto a distribuzioni straordinarie di generi di prima necessità. “Attraverso un accordo con i servizi sociali di Aversa, Frignano, Castel Volturno e San Cipriano d’Aversa siamo riusciti a garantire per quattro mesi buoni spesa del valore di 100 euro a 18 famiglie per ogni comune – spiega la presidente del Csv  - mentre a Caserta 50 famiglie hanno avuto accesso a card e buoni spesa”. Un cambio di rotta improvviso, bene accolto dalle realtà associative impegnate nei rispettivi progetti e che ha trovato l’adesione di buona parte dei comuni e il sostegno di altri soggetti territoriali che hanno scelto di collaborare ex novo con il Csv.
Anche  l’emporio solidale “Buono a rendere” della Valle di Suessola, che già si occupava della distribuzione di generi alimentari alle 20 famiglie in difficoltà selezionate con un bando pubblico, ha proseguito nel suo lavoro durante l’emergenza, ampliando i servizi anche dopo il lockdown con azioni precedentemente sospese, come il supporto psicologico gratuito e il market solidale, aperti all’intera comunità.

Oltre a rafforzare i rapporti con gli enti pubblici, come già avvenuto per molti centri di servizio, anche per il lavoro dell’emporio è stato importante il ruolo delle istituzioni e del privato sociale che hanno supportato il progetto, come spiega Elena Pera “E’ il caso della protezione civile e del comune di Arienzo, che si sono mobilitati per il ritiro dei beni dall’emporio e della sezione Valle Suessola Maddaloni della Croce Rossa, che ha supportato le organizzazioni nella consegna dei pacchi nel territori assieme alla protezione civile di Arienzo.  A queste si sono aggiunti anche la protezione civile che ha supportato la distribuzione dei beni insieme al comune di Santa Maria a Vico, che di recente si è unito al progetto con un protocollo d’intesa”.

L’attenzione resterà alta nel Csv anche dopo il ritorno alla normalità: “ad oggi non possiamo prevedere quella che sarà l’evoluzione dell’epidemia di Covid, né le misure da portare avanti nel prossimo futuro in caso di un inasprimento dell’emergenza: resteremo qui, in ascolto delle esigenze della comunità, per essere pronti ad intervenire nuovamente” conclude la presidente del Csv.

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