26 luglio 2016 ore: 10:54
Immigrazione

Catania, dopo l'incendio una soluzione per le famiglie rom

Il comune ha individuato un'area dedicata alla loro permanenza, che ora necessita di adeguamenti. Al lavoro associazioni e Chiesa. Migrantes: nostro pensiero è andato subito ai numerosi bambini che hanno vissuto attimi terribili
Demolizione baraccopoli Catania 1
Demolizione baraccopoli Catania 1

CATANIA - Dopo un incendio avvenuto lo scorso 15 luglio, il comune ha abbattuto la settimana scorsa per motivi di sicurezza e igienico-sanitari alcune baracche di via Divino Amore dove vivevano alcune famiglie Rom. Si tratta di una ventina di famiglie, delle quaranta che abitavano nella zona vicina. Hanno lasciato il terreno dopo un incontro con il vicesindaco Consoli e il comandante della Polizia municipale Pietro Belfiore, che hanno illustrato loro i tempi della realizzazione di uno spazio in contrada Passo Martino dove presto potranno essere ospitati.

Lo spazio, infatti, è stato individuato alcuni giorni dopo il rogo nel corso di una riunione nel Palazzo degli Elefanti presieduta dal sindaco Enzo Bianco nel corso della quale era stato proprio evidenziato il rischio della ricostruzione di baracche sullo stesso sito. E' stata individuata, infatti, una vasta area di proprietà comunale, non centrale ma adeguata e collegata dal servizio degli autobus, costituita da due appezzamenti di terreno, l'uno di tre ettari, l'altro di due, lungo la 114 in contrada Passo Martino all'altezza del curvone che immette sulla strada statale.

Il progetto per la sistemazione dell'area prevede la sua recinzione e la creazione di servizi essenziali - igienici e per le stoviglie con allaccio agli impianti elettrico e idrico e bagni chimici - di supporto a una quarantina di stalli in cui potranno trovare posto roulottes o tende. Lo spazio, attrezzato, potrebbe ospitare anche i rom di un altro accampamento, quello di San Giuseppe La Rena. Intanto alla Protezione civile regionale è stato chiesto di fornire alle circa 350 persone dei due accampamenti, un centinaio delle quali sono bambini, di sacchi a pelo.

"Ho spiegato - ha detto il vicesindaco Consoli - ai rappresentanti della comunità rom come fosse impensabile ricostruire in un'area come quella distrutta dall'incendio per i gravissimi problemi sia igienico sanitari sia di sicurezza. Li ho dissuasi dall'accamparsi anche in altre aree non autorizzate e ho illustrato quanto stiamo facendo per dotare di servizi lo spazio di contrada Passo Martino. Il Servizio Manutenzioni del Comune ha infatti già iniziato i lavori di pulizia e si è attivato per tracciare gli stalli. Successivamente saranno allacciati luce e acqua. Nel frattempo si sta studiando la possibilità di aprire il campo mettendo a disposizione della comunità un'autobotte d'acqua. Sotto il profilo burocratico, si sta infatti trasferendo la disponibilità dell'area alla Direzione Servizi sociali". E' stato disposto quindi un intervento celere per dare l'opportunità alle due comunità di spostarsi al più presto.  

Il provvedimento di demolizione delle baracche è avvenuto dopo l'incendio dello scorso 15 luglio dentro il campo di Zia Lisa,
molto vicino al cimitero. Spente le fiamme il Comune aveva provveduto ad attivare un presidio in coordinamento con i servizi sociali e le associazioni che hanno contatto con la comunità rom, per garantire pasti alle circa 300 persone evacuate e per provvedere al reperimento di alloggi di emergenza. Cosa, quest'ultima, che è stata rifiutata dalle famiglie rom che hanno preferito trovare alloggio presso altre comunità dell'hinterland catanese. Sull'origine degli incendi ci sono ancora indagini in corso: forse si è sviluppato a causa di una brace accesa per scaldare i pasti o forse in seguito a un cortocircuito di un gruppo elettrogeno mal funzionante. Molte le ipotesi al vaglio delle autorità giudiziaria. 

"Ancora una volta ci troviamo a commentare un episodio spiacevole, le cui cause restano ignote, - si legge in una nota dell'ufficio della Migrantes di Catania -  il nostro pensiero è andato subito ai numerosi bambini che hanno vissuto attimi terribili. Come chiesa continueremo la nostra pastorale accanto alle famiglie invitandole a scegliere un nuovo presidio più sicuro evitando ogni forma di ghettizzazione". L’ufficio Migrantes della diocesi siciliana durante l'anno visita periodicamente le famiglie dei diversi campi rom della città offrendo loro supporto spirituale e quando possibile un aiuto concreto per il sostentamento quotidiano attraverso donazioni di vestiario, generi alimenti e alimenti per l'infanzia. "La Migrantes – riporta ancora la nota - continuerà a collaborare con il Comune e con le associazioni facenti parti del Presidio Leggero al fine di garantire l'inclusione sociale dei rom nella comunità cittadina in nome dell'accoglienza e dell'integrazione”. (set)

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