23 gennaio 2017 ore: 16:04
Famiglia

Catia e Paolo e un'adozione "speciale": è di Firenze la famiglia più accogliente del 2016

Riconoscimento per un’adozione che va oltre ogni limite fisico. Catia convive con la spina bifida e senza un arto: “Agli occhi di mio figlio Mladen sono bellissima”. Aibi: “Molti Paesi stranieri richiedono genitori in perfetta forma e salute per poter adottare”. La Bulgaria non è tra questi
Adozioni - La famiglia guida

ROMA - L’amore non conosce limiti. Soprattutto se si tratta dell’amore tra genitori e figli. Questa è la storia di Catia e Paolo Guida e Mladen, oggi 10 anni originario della Bulgaria: sono loro la “Famiglia più accogliente del 2016”, un riconoscimento che Aibi assegna ogni anno (questa è la quarta edizione del Premio) il 21 gennaio, anniversario di fondazione dell’Associazione Amici dei Bambini.

Catia, oggi impiegata comunale, nasce con una grave patologia, la spina bifida, che la costringe a trascorrere infanzia e adolescenza a fare visite mediche e sottoporsi ad estenuanti e dolorose terapie che la portano all’età di 25 anni all’amputazione del piede destro. Una “perfezione mancata” per molti Paesi stranieri che “richiedono genitori in perfetta forma e salute per poter adottare i loro bambini”, spiega Aibi. Ma la Bulgaria è uno di quei paesi che non misura l’amore dei genitori da questi elementi.  E proprio là c’era ad aspettare Mladen: un bambino che aveva “fame” di mamma, di papà, di una famiglia, racconta l‘organizzazione. “Un desiderio di amore reciproco che non si sarebbe fermato davanti a niente: tanto meno davanti a ‘difetti’ fisici o all’assenza di un arto”.
“Quando con la memoria torniamo a quel giorno di novembre 2015, a Sofia – raccontano Catia e Paolo – ricordiamo il freddo di un luogo che lentamente si è scaldato: è cominciata a sciogliersi la diffidenza di Mladen, per tanti anni in attesa di una famiglia definitiva per lui; si è dissipata la paura di mamma per quel limite fisico e si è diffusa l’emozione e la forza di papà nel tenere insieme tutto questo”.

Arrivati in Italia nel marzo 2016, Mladen ha subito mostrato la voglia di conoscere prima la famiglia e poi amici e bambini, chiedendo di andare a scuola. Appassionato di corsa, bici e pallone, Mladen vorrebbe tanto iscriversi alla scuola di calcio. Con il papà, Mladen ha subito legato, ma “adesso è tutto mamma mamma mamma! - interviene papà Paolo - tanto che a volte mi tocca andare in soccorso perché non ce la fa nemmeno respirare!”.
“Sono arrivate moltissime segnalazioni di famiglie accoglienti sia di adozione sia di affido - dice il presidente di Aibi Marco Griffini – ma i Guida si sono distinti perché rappresentano l’emblema dell’amore che vince tutto: disabilità compresa. La famiglia Guida ci insegna - precisa Griffini -, e ancor di più Mladen, che i bambini desiderano solo una mamma e un papà e che ai loro occhi non fa alcuna differenza se hanno qualche difetto fisico: loro vedono in quell’uomo e in quella donna due persone pronte ad amarli e a donargli il calore di una casa. Noi adulti dovremmo imparare dalla purezza dell’amore dei bambini”.

I Guida si definiscono “persone ‘della porta accanto’,  non eroi – precisa mamma Catia - . Con la nostra storia dimostriamo semplicemente che l’adozione internazionale è davvero alla portata di tutti: non bisogna farsi abbattere dalle difficoltà e dalle paure che molte volte sono soltanto nella nostra mente. L’unico principio morale che vale è: l’adozione è un diritto più dei bambini che la risposta ad un’esigenza personale dei genitori. Mladen ce lo dimostra ogni giorno”.

Certo Catia non nasconde che quando “abbiamo iniziato l’iter adottivo ci sono stati momenti di scoramento, pensavo che a causa della mia disabilità, servizi sociali, Tribunali e Paesi esteri non mi avrebbero considerato all’altezza di essere una mamma. Ma mai nessuno, mai ripeto, mi ha fatto pesare il mio handicap”. Timori che sono tornati a galla “quando siamo arrivati al giorno fatidico in cui avremmo conosciuto Mladen – conclude -. Pensavo: e se non sarò amata da Mladen? E se non accetterà il mio handicap? Tanto è vero che prima di conoscerci, gli è stato chiesto se per lui avrebbe avuto importanza. La sua risposta, invece, è stata subito : ‘No, è la mia mamma’. E da allora non ci siamo più separati”.

Nel 2017 la proclamazione della “Famiglia più accogliente” è giunto in una data particolare per Aibi: il 31mo anniversario dell’associazione, che dal 1986 è impegnata nella promozione dell’accoglienza dei minori e nella lotta all’abbandono. La premiazione è avvenuta, il 21 gennaio appunto, a Firenze nel punto vendita Chicco in via Brunelleschi 22/R Un appuntamento importante cui non poteva mancare l’azienda di Como, storico partner di Aibi nel perseguire l’impegno dell’Associazione che sostiene il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia. Per questo nel 2010, dalla collaborazione fra Chicco e Aibi, è nato il progetto “Chicchi di felicità per bambini speciali” che supporta le adozioni di bambini con più di 7 anni d’età, o con bisogni particolari o appartenenti a gruppi di fratelli garantendo loro sostegno psicologico, medico e legale prima e durante il momento di assegnazione alle famiglie. Inoltre offre servizi d’informazione, formazione e supporto specialistico per le coppie adottive al fine di sensibilizzarle, sostenerle ed accompagnarle nelle diverse fasi del percorso di accoglienza di minori che presentano bisogni speciali: pre, durante e post adozione. Proprio come nel caso della famiglia Guida: “Un meraviglioso esempio di accoglienza ‘speciale’ – dichiara l’associazione Amici dei bambini - grazie alla quale Mladen ha trovato finalmente una casa dove vivere sereno, amato e spensierato tra le braccia di una mamma e di un papà”. Il riconoscimento prevede un buono di 500 euro donato da Chicco e utilizzabile dalla famiglia per l’acquisto di prodotti del marchio per l’infanzia: il buono è stato consegnato dal vicepresidente di Aibi Giuseppe Salomoni e da Alessandra Mello, responsabile del negozio Chicco di Firenze.

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