22 settembre 2018 ore: 13:11
Immigrazione

Dl Salvini, Cnca: "Colpo mortale al sistema di accoglienza per richiedenti asilo"

La preoccupazione del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza per i decreti su immigrazione e sicurezza. Don Zappolini: "Non c'è alcuna idea di governo del fenomeno migrazioni. Le criticità di queste disposizioni verrebbero scaricate sui territori"

ROMA - Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza  esprime la propria "netta contrarietà all'impostazione e alle proposte che sarebbero contenute nel decreto immigrazione elaborato dal ministero dell'Interno". E rimarca la propria "forte preoccupazione anche per alcune norme che sarebbero previste nel decreto sicurezza".  “Ambedue i testi di legge", dichiara don Armando Zappolini, presidente del Cnca, "manifestano con chiarezza l'intenzione di colpire duramente persone che si sono macchiate di un atto divenuto ormai un reato in Occidente: cercare migliori condizioni di vita per sé e per la propria famiglia. In non pochi casi, cercare semplicemente di sopravvivere. Per attaccare loro, si infligge un colpo mortale al sistema di accoglienza per richiedenti asilo che il nostro paese - pur con molti limiti e storture, anche gravi, da noi e da tanti altri denunciati da tempo - ha saputo costruire in questi anni di un''emergenza' che mai si è voluto affrontare." 

"L'abrogazione della protezione umanitaria," sottolinea il presidente del Cnca, "l'estensione del trattenimento degli irregolari nei Cpr, la creazione di nuove strutture di detenzione, diverse dai Cpr, per chi è in attesa di rimpatrio, l'estensione della lista dei reati che comportano la revoca dello status di rifugiato o la protezione internazionale, la stretta sull'accesso al sistema di accoglienza Sprar, la riforma in senso restrittivo della cittadinanza e, dulcis in fundo, il Daspo per le manifestazioni sportive per chi è sospettato di simpatizzare per il terrorismo islamico: un impressionante elenco dietro il quale non c'è alcuna idea di governo del fenomeno migrazioni, ma solo l'ostentazione della faccia feroce."

"Forse i cittadini non lo hanno capito," conclude don Zappolini, "ma le criticità di queste disposizioni verrebbero scaricate sui territori, sui grandi centri metropolitani, ma anche su quelli più piccoli. Non a caso l'Anci ha già fatto sentire la propria voce, in modo unanime, per chiedere al Governo un netto ripensamento. Ci uniamo anche noi al suo auspicio. Violare i diritti delle persone più deboli, oltre che ingiusto, è anche inutile." 

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