24 ottobre 2016 ore: 16:55
Economia

Caporalato, Martina a Rosarno: "Mai più schiavi nei campi"

Il ministro: “La legge che il Parlamento ha approvato senza voti contrari è un passaggio fondamentale. Tuteliamo i diritti di migliaia di persone e difendiamo le aziende agricole oneste dalla concorrenza sleale di chi sfrutta i lavoratori"
Braccianti agricoli immigrati - uomo con cassette vuote

ROMA - "Siamo tornati a Rosarno insieme a istituzioni, sindacati e organizzazioni agricole per ribadire che l'agricoltura è in prima linea contro il caporalato. La legge che il Parlamento ha approvato senza voti contrari è un passaggio fondamentale. Tuteliamo i diritti di migliaia di persone e difendiamo le aziende agricole oneste dalla concorrenza sleale di chi sfrutta i lavoratori". Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, lo dice da Rosarno (Reggio Calabria) dove, presso l'auditorium, ha presentato la nuova legge contro il caporalato approvata la settimana scorsa alla Camera.

"In questi mesi abbiamo fatto scelte concrete per difendere il reddito di chi vive di agricoltura, diminuendo le tasse come mai era stato prima - dice Martina - con l'abolizione di Imu, Irap e azzerando l'Irpef abbiamo dato un segnale chiaro di sostegno al settore primario. Allo stesso tempo abbiamo aumentato i controlli nei campi del 60% e i risultati iniziano ad essere evidenti. Nel secondo trimestre del 2016 abbiamo registrato un aumento di 53 mila occupati in agricoltura, con un incremento di 30 milioni di ore lavorate. Numeri che parlano anche della lotta al lavoro nero. E nello stesso solco va la legge contro il caporalato, perché la battaglia per la legalità deve coinvolgere tutti. Questo perché diritti dei lavoratori e difesa del reddito degli agricoltori per noi sono parte della stessa battaglia. Adesso possiamo e dobbiamo agire uniti per non avere mai più schiavi nei campi".

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