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13 marzo 2015 ore: 13:56
Immigrazione

Centri per immigrati, Unhcr su proposta Alfano: "Nessun accordo con le autorità italiane"

In una lettera indirizzata al commissario europeo Avramopoulos, Vincent Cochetel spiega la posizione dell’organizzazione: “In merito a quanto scritto dai media sulla creazione di centri di trattamento per i richiedenti asilo nei diversi paesi in Africa non è stato fatto nessun accordo”
Rifugiati, immigrati africani in fila

ROMA – “Non c’è nessun accordo tra la nostra organizzazione e le autorità italiane”. In una lettera indirizzata al commissario europeo per l’immigrazione Dimitris Avramopoulos, Vincent Cochetel direttore del Bureau per l’Europa dell’Unhcr. (Alto commissariato Onu per i rifugiati), precisa la posizione dell’organizzazione in merito alla proposta illustrata ieri dal ministro Alfano per ridurre gli sbarchi sulle coste italiane. E che prevede la creazione di campi per rifugiati nei paesi di transito dei migranti, dove esaminare le richieste d’asilo e solo successivamente indirizzarli nei diversi paesi europei.

“Signor Commissario – si legge nella missiva inviata il 10 marzo- vorrei fare riferimento alle recenti dichiarazioni attribuite dai media al ministro italiano degli Interni, che ha annunciato la creazione di centri di trattamento per i richiedenti asilo nei diversi paesi in Africa con l'accordo di Unhcr e Oim. Vorrei cogliere l'occasione per chiarire che non è stato fatto nessun accordo tra la nostra organizzazione e le autorità italiane. I richiedenti asilo dovrebbero normalmente essere trattati nel territorio dello Stato in cui arrivano, o in quello che ha giurisdizione su di loro”. Il responsabile europeo dell’Unhcr precisa poi che in circostanze eccezionali si deve pensare a garanzie appropriate per i richiedenti asilo. “Tali disposizioni richiedono consultazione e accordo con gli Stati in cui il trattamento si svolge, in conformità con il diritto internazionale, e con l’impegno da parte degli Stati membri di offrire soluzioni alle persone bisognose di protezione internazionale”. Proprio per questo, l'Unhcr aveva caldeggiato forme legali di arrivo per i richiedenti asilo “tra cui il reinsediamento e altre forme di ammissione – continua Cochelet - il sistema dei visti umanitari, il ricongiungimento familiare, i programmi di sponsorizzazione privata nonché regimi di studio e di migrazione di manodopera”. (ec)

 

 

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