13 ottobre 2021 ore: 12:56
Immigrazione

Centro buddhista Muni Gyana di Palermo, tre giorni di riflessione sulle "migrazioni umane"

Progetto condotto dal Centro Muni Gyana realizzato con il supporto dell’Unione buddhista italiana e in collaborazione con Mediterranea Saving Humans e l’organizzazione umanitaria Hryo

PALERMO - Il centro Buddhista di Muni Gyana di Palermo organizza tre giorni di riflessione sul fenomeno migratorio. "Migrazioni Umane" è un progetto condotto dal Centro Muni Gyana realizzato con il supporto dell'UBI - Unione Buddhista Italiana e in collaborazione con Mediterranea Saving Humans e l’organizzazione umanitaria HRYO.
L'evento si terrà all'interno di NOZ - Nuove Officine Zisa. Per partecipare agli eventi è obbligatoria l'esibizione del Green Pass.

Domani, 13 ottobre (ore 19), ci sarà un aperitivo con Max Hirzel e poi l'naugurazione della mostra con la presentazione del libro 𝐌𝐢𝐠𝐫𝐚𝐧𝐭 𝐁𝐨𝐝𝐢𝐞𝐬 – Corpi Migranti, edizioni Emuse.
Il 14 ottobre, sempre alle ore 19, Mediterranea Saving Humans incontrerà Palermo in collegamento l'equipaggio della nave Mare Jonio.
Venerdi 15 ottobre, alle ore 19,30 si svolgerà il monologo "Oltre il velo" di e con Preziosa Salatino del Teatro Atlante.

“La migrazione è un fattore umano e come tale va sostenuto - dice il direttore del centro, Marco Farina -. E' uno dei primi eventi del nostro centro che si apre alla città senza trattare temi strettamente religiosi. Può considerasi, quindi, un primo passo della nostra comunità buddista sul fronte dei temi sociali. La scelta è dettata dal fatto che, negli ultimi tre anni, si è ritenuto necessario muoversi al di fuori dei nostri centri  per attivarsi in risposta ad alcuni bisogni sociali. Il tema delle migrazioni è da sempre per noi un argomento molto importante se consideriamo quello che dicono i nostri maestri e anche quello che è successo ai tibetani in fuga dall'occupazione cinese. Ci piace, anche in forza di questo, poter fare questo parallelismo umano - spirituale  di due migrazioni diverse. L'impegno è quello di lanciare un monito alle istituzioni affinché si possa realizzare una vera e piena accoglienza mettendo fine alle morti dei migranti nel Mediterraneo che è diventato, purtroppo, un cimitero a cielo aperto".

"Penso che la maggior parte di questi rifugiati considerino la propria terra come la loro casa dove però, proprio ora, avvengono moltissime uccisioni e sopraffazioni e c’è molta sofferenza. Ecco perché sono scappati - si legge in una nota del centro di Palermo che riporta le parole del Dalai Lama -. Pertanto, a breve termine, i Paesi europei devono fornire loro asilo e, in particolare, fornire ai bambini strutture per l’istruzione e ai giovani una formazione in competenze pratiche come la meccanica. L’obiettivo è che un giorno essi possano tornare a casa e ricostruire il proprio paese. Noi tibetani, per esempio, ci siamo rifugiati in India, ma la maggior parte dei tibetani vuole tornare in Tibet, quando la situazione sarà cambiata. Ogni paese ha la sua cultura, la sua lingua, il suo modo di vivere ed è meglio che la gente viva nel proprio paese".

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