23 dicembre 2013 ore: 16:22
Immigrazione

Chaouki a Lampedusa: i lavori di ristrutturazione previsti non sono in corso

Intervista al deputato che da ieri si trova dentro il centro di accoglienza di Lampedusa, dopo le polemiche per le violazioni dei diritti umani dei trattenuti. “Ho fiducia nella sensibilità del premier Letta”
“Colpevoli di viaggiare”. Storie da Lampedusa raccontate in fotogrammi

“Colpevoli di viaggiare”. Storie da Lampedusa raccontate in fotogrammi

ROMA - Il parlamentare Pd Khalid Chaouki, che da ieri si è autorecluso nel centro d'accoglienza di Lampedusa per sollecitare il governo a offrire una soluzione immediata all'urgenza di trasferire le oltre 200 persone che vi si trovano, racconta la situazione che sta vivendo. 

Ha già avuto contatti con qualche membro del governo?
Sì, col vice ministro dell'Interno Filippo Bubbico, che si è impegnato a dare risposte in tempi rapidi, oltre che dal nostro gruppo parlamentare, che in queste ore sta sollecitando il governo a prendere una decisione per liberare questo centro, come abbiamo chiesto.

Ringrazio tutti i colleghi parlamentari, non solo quelli del Pd, per la loro grande solidarietà, per l'impegno a sostenere questa battaglia e anche per la loro disponibilità a recarsi sia qui che in altri centri per dare forza a questa iniziativa.

Secondo il ministero della Coesione territoriali a Lampedusa il 10 novembre sono iniziati i lavori  di ristrutturazione del centro, che dovrebbero essere terminati entro la primavera. Le risulta che ci sia un cantiere aperto?
Da quello che vedo sono fermi, anche si mi hanno detto che sono operativi. Da quando sono qua non visto nessun tipo di lavoro, anche se tutti mi avevano garantito che sarebbero stati avviati.

Sa se i sopravvissuti (alla tragedia del 3 ottobre, ndr) siriani hanno avuto modo di contattare le loro famiglie? C'è il rischio che qualcuno non sappia che sono ancora vivi?
Ci sono problemi di collegamento con la Siria, alcuni di loro hanno i parenti bloccati in Libia, quindi non sempre è facile trovare un contatto, riuscire a comunicare, anche questo alimenta il senso di frustrazione e di tensione nel rimanere bloccati qui senza motivo. E sì, per alcuni di loro può essere che i parenti li considerino morti perché non hanno più avuto contatti dal naufragio.

Come ha passato la notte, com'è la situazione lì?
Senza dubbio di grande tensione. Qui le persone sono davvero stanche di aspettare, ho dedicato la mattina a un lungo colloquio con i sopravvissuti: c'è un grande disagio psicologico, sono disperati. Ho cercato di tranquillizzarli e di mostrar loro la fiducia che al più presto possibile questa situazione paradossale sarà risolta. Stando qui dietro le sbarre la sensazione di essere abbandonati è molto palpabile. La frustrazione e la mancanza di una prospettiva generano un grande senso di disagio che si riversa su operatori e psicologi, che vivono davvero una tensione incredibile, cercando di garantire una certa vivibilità nonostante la complessità della situazione. Ieri notte una ragazza eritrea ha avuto una grave crisi di panico, divuta all'acumulo di traumi che non sono ancora stati superati.

Quanto ha intenzione di restare lì a Lampedusa?
Spero il minor tempo possibile, ma credo che sia giusto rimanere finchè il governo non prenderà un provvedimento concreto.

Sarebbe il famoso decreto d'urgenza di cui si sta parlando?
Sì. Confido nella sensibilità e nell'impegno che il presidente del consiglio Letta ha già  dimostrato in tante occasioni anche riguardo ai temi dell'immigrazione, voglio sperare che il premier darà una risposta in tempi rapidissimi.

L'hanno contattata dal Cie di Ponte Galeria (dove 8 migranti si sono cuciti la bocca come forma di protesta estrema, ndr)?
Si, e credo che sia giusto mostrare tutta la vicinanza anche rispetto alla loro protesta. Ho visitato il loro centro, in passato, ed è un posto disumano. Nelle prossime ore cercherò di contattarli per offrir loro la mia solidarietà e invitarli a non ricorrere a manifestazioni che possano ledere la loro incolumità e la loro salute. Credo sia molto importante anche la mobilitazione di tutte le associazioni che in questo momento stanno dando prova di un senso di responsabilità e di unasensibilità che vanno valorizzati, e che ci rendono fieri e ottimisti per le prossime ore. (Raffaella Cosentino)

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