27 aprile 2016 ore: 12:05
Salute

Chernobyl, a Palermo scarsa partecipazione alla manifestazione per le vittime del nucleare

Ieri pomeriggio in piazza Politeama l'evento organizzato dall'associazione Gli angeli della notte per il trentesimo anno della tragedia. Poche presenze, salta il flash mob. Il presidente Li Vigni: "Palermo distratta e indifferente ma noi ci siamo"
Pino Li Vigni alla manifestazione a Palermo contro le vittime del nucleare

PALERMO - Scarsa partecipazione dei cittadini di Palermo, ieri pomeriggio a p.zza Politeama, alla manifestazione in occasione del trentesimo anniversario della tragedia di Chernobyl, in memoria di tutte le vittime del nucleare, civili e militari, fra cui anche gli italiani morti di leucemia e cancro a causa dell'esposizione a proiettili d'uranio impoverito durante le "missioni di pace" a Sarajevo e nell'ex Jugoslavia. La manifestazione, organizzata dall'associazione Gli Angeli della Notte onlus è stata sposata anche dal Coordinamento delle associazioni di assistenza su strada e da una piccola delegazione cittadina di ucraini. La città è apparsa indifferente e distratta da altre problematiche. A sottolinearlo con un po' di amarezza è stato Pino Li Vigni, il presidente dell'associazione. 

Pino Li Vigni
Pino Li Vigni alla manifestazione a Palermo contro le vittime del nucleare

"Dispiace che in questo caso la nostra città sia apparsa così indifferente e distratta al tema - sottolinea Pino Li Vigni -. Capisco che l'argomento può considerarsi distante e lontano da coloro che vivono altri problemi quotidiani che investono la città e tutto il nostro paese, ma un tema come questo avrebbe meritato la giusta attenzione. Nonostante ciò, anche se in pochi, ci teniamo lo stesso a ricordare queste vittime russe ma anche italiane del nucleare. Oltre ai morti di Chernobyl ricordiamo, infatti, anche tutti gli italiani vittime delle missioni di pace di cui si è parlato molto poco. In questo caso si tratta dei militari che si sono ammalati di diverse forme tumorali a causa dell'uranio impoverito perché sono stati mandati a recuperare alcuni materiali senza protezione nella ex-Jugoslavia".

"Ricordiamoci che il nucleare è pericoloso e il suo debito con la società civile è pesantissimo se pensiamo allo smaltimento delle sue scorie che rimangono attive per moltissimi anni. Ricordo che all'epoca della guerra nei Balcani frequentavo l'istituto tecnico industriale e un gruppo di ingegneri ci stava formando appositamente per questo scopo. Ringrazio Dio che questo non è poi successo altrimenti la mia vita oggi non sarebbe la stessa. Occorre continuare a battersi a tutti i livelli per continuare a promuovere le energie alternative ricavate da vento e sole provando anche a limitare l'uso delle energie fossili come il petrolio. Solo le energie alternative possono considerarsi vincenti perchè garantiscono una qualità della vita diversa anche se, inevitabilmente, cozzano contro i sistemi economici globali". Il numero esiguo di partecipanti non ha permesso che si svolgesse il flash mob. Il pomeriggio si è concluso con la recitazione di una preghiera in suffragio delle vittime. (set)

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