14 ottobre 2015 ore: 13:49
Disabilità

Chi pulisce gli alunni disabili? Miur: assistenza spetta a dirigenti e enti locali

Per Faraone gli enti locali "non sempre riescono a intervenire in modo adeguato”. Nocera: mansione spetta ai collaboratori scolastici “abilitati” tramite corsi di formazione che, però, non vengono organizzati da anni. I dirigenti li pretendano
Disabilità: piedi su pedana di una carrozzina

ROMA – Chi pulisce gli alunni con disabili? E’ la domanda che arriva da tante scuole e cha abbiamo recentemente rilanciato su queste pagine, dando voce alle diverse segnalazioni ricevute: l’ultimo proprio pochi giorni fa, quando una mamma ci raccontava si aver trovato la figlia disabile, all’uscita di scuola, sporca e maleodorante, perché nessuno di occupa della sua igiene. Abbiamo voluto chiedere spiegazioni al ministero dell’Istruzione, riferendo le preoccupazioni delle famiglie e chiedendo delucidazioni. 

Faraone: “assistenza riguarda anche gli enti locali”. Ci ha risposto il sottosegretario Davide Faraone, premettendo che “l'impegno del Miur per la disabilità è innegabile e sotto gli occhi di tutti. Con #labuonascuola – ricorda - abbiamo aumentato il numero degli insegnanti di sostegno - parliamo di un +11% rispetto allo scorso anno - e abbiamo messo in campo una serie di novità proprio per attuare una vera inclusione dei ragazzi e delle ragazze disabili”. E’ vero però, ammette il Miur, che “il nostro intervento copre una parte del sostegno e dell'assistenza di cui questi studenti hanno bisogno. L’assistenza riguarda competenze anche degli enti locali, che non sempre riescono a intervenire in modo adeguato, sia per difficoltà di tipo economico, sia, in qualche caso, per problematiche legate a scelte operative”. La responsabilità, insomma, sarebbe almeno condivisa con gli enti locali: “Su questo la delega prevista dalla legge 107/2015 vuole mettere ordine per creare sinergia”, continua Faraone.

Responsabilità anche dei dirigenti. Un’altra parte della responsabilità è però in carico ai dirigenti scolastici, che avrebbero il compito, la facoltà e le risorse per attrezzarsi. “Le scuole hanno già a disposizione risorse per fornire a questi ragazzi le cure di cui hanno bisogno: nel fondo di istituto sono previste risorse ad hoc per retribuire incarichi speciali dei collaboratori scolastici. I dirigenti possono, infatti, individuare tra i collaboratori scolastici chi può occuparsi dell'igiene e dell'assistenza di base degli alunni disabili”. Infine il ministero, da parte sua, stimolerà “ancora di più la formazione specifica per tutto il personale scolastico. Perché il sostegno non è al bambino disabile ma a tutta la comunità scolastica. Così si fa vera inclusione”.

Nocera: enti locali non hanno competenze su igiene, dirigenti devono esigere corsi. Per Salvatore Nocera, che ha risposto nel merito a Tecnica della scuola, non ci sono dubbi sulle competenze: la mansione spetta ai collaboratori scolastici abilitati, o specializzati, tramite appositi corsi di formazione che, però, troppo spesso non vengono organizzati. Di fatto, accade così che le scuole siano sprovviste di queste figure, fondamentali per un compito tanto essenziale. E che al compito provvedano, qualche volta, insegnanti o assistenti di buona volontà, come succede in alcune scuole e in alcuni casi.
“Ribadisco che il compito dell'assistenza igienica è dei collaboratori e delle collaboratrici scolastiche, afferma Nocera, che debbono ricevere l'incarico dal dirigente scolastico. Quanto ai corsi di aggiornamento, dal momento che il dirigente conosce il numero degli alunni non autosufficienti dalla data delle iscrizioni, ha molti mesi per pretendere dall'Ufficio scolastico regionale l'organizzazione del corso di aggiornamento, in modo che a Settembre i collaboratori siano già preparati; né si dica che in base al CCNL del 2005 l'aggiornamento è facoltativo, poiché ormai con l'art. 1 comma 124 della legge n. 107/2015 sulla 'Buona Scuola', l'aggiornamento è divenuto obbligatorio”. Invece, nessuna responsabilità in questo caso compete a comuni e province, “poiché essi – precisa Nocera - devono fornire gli assistenti per l'autonomia e la comunicazione, che hanno compiti del tutto diversi”. Insomma, almeno una risposta pare chiara e certa: i dirigenti scolastici, in virtù dell’autonomia di cui godano, devono attivarsi in prima persona perché la scuola sia fornita del numero necessario di collaboratori scolastici abilitati. Perché nessuno studente resti escluso, ma neanche sporco. (cl)

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