12 giugno 2021 ore: 12:32
Società

Chiesa, Firenze ricorda don Corso Guicciardini

Nel giorno del suo compleanno, la Madonnina del Grappa, la storica struttura religiosa che si occupa di servizi di accoglienza, ricorda don Corso Guicciardini a otto mesi dalla scomparsa

FIRENZE - Nel giorno del suo compleanno, la Madonnina del Grappa, la storica struttura religiosa che si occupa di servizi di accoglienza, ricorda don Corso Guicciardini a otto mesi dalla scomparsa. Sabato mattina, nella sede dell’istituto in via delle Panche, si è tenuta una mattinata per rendere omaggio all’ex presidente della Madonnina scomparso di Coronavirus all’età di 96 anni, lo scorso 5 novembre. Allievo di don Giulio Facibeni, fondatore della Madonnina del Grappa, don Corso si era spogliato dei suoi averi proprio come San Francesco per abbracciare la Chiesa. Parroco per sedici anni di San Giovanni Evangelista, a Empoli, era tornato nuovamente a Firenze nel 2006 per guidare la Madonnina. Da allora aveva avviato una lunga stagione di apostolato nel penitenziario di Sollicciano insieme al cappellano don Russo, a cui era legatissimo. La giornata sarà anche l’occasione per ricordare il fondatore della Madonnina del Grappa don Giulio Facibeni, scomparso il 2 giugno 1958.

La giornata si è aperta alle ore 9.30 con la Santa Messa celebrata ai piedi della Statua della Madonnina del Grappa, presieduta da Monsignor Giancarlo Corti, Vicario generale della Diocesi di Firenze. La mattinata è proseguita con lo spettacolo teatrale della Compagnia delle Seggiole dal titolo “Rifredi: attenti a quei due”, uno spettacolo (con sceneggiatura di Elena Giannarelli) attraverso il quale gli attori della Compagnia hanno rievocato la storia di accoglienza e solidarietà del quartiere di Rifredi, a partire dalla fondazione della chiesa di Santo Stefano in Pane nel tredicesimo secolo fino alla nascita della Madonnina del Grappa negli anni Venti, prendendo spunto da alcune riflessioni di don Corso Guicciardini e di don Giulio Facibeni contenute nel libro di Carlo Parenti dal titolo “Don Corso Guicciardini. Passare dalla cruna dell’ago”.

“Don Corso - ha scritto l’arcivescovo Giuseppe Betori in una nota - ha saputo mantenere intatta la missione dell’opera e il legame tra fede e carità, intercettando via via le nuove povertà con intelligente discernimento profetico. Nel cuore di chi l’ha conosciuto resta il ricordo della sua affabilità. Nessuno è rimasto escluso dal suo cuore tenero e paterno”. “La città di Firenze – ha detto il sindaco Dario Nardella in una nota - ha nel cuore Don Corso e gli è molto legata - ha detto il sindaco Dario Nardella -. La solidarietà e l’attenzione agli ultimi hanno caratterizzato la sua vita e il suo percorso da presidente dell’Opera della Madonnina del Grappa. È stato un punto di riferimento spirituale per la nostra comunità, e non solo. Aveva sempre una parola di speranza per tutti, giovani e adulti. Don Corso ha lasciato un segno indelebile tra noi e per tutto quello che ha fatto gli siamo grati”.

“Quest'anno celebriamo la nostra tradizionale festa della Madonnina per la prima volta senza Don Corso - ha detto il presidente dell'istituto Don Vincenzo Russo - Don Corso è stato per decenni l'anima della Madonnina del Grappa, testimone di Don Facibeni. Noi vogliamo mantenere viva la sua eredità, soprattutto sul tema della carità, che nasce dall'alto ed è una grazia che riceviamo da Dio e vogliamo mettere in pratica ogni giorno". 
“Sono entrato nell’Opera perché c’era la povertà – sono le parole di don Corso nel libro di Parenti - perché era un elemento che il Vangelo faceva affiorare nella mia coscienza. I poveri ti rivoluzionano il mondo interiore, perché ti fanno capire che non sei nulla, ti avvicini e ti assorbono, ti prendono tutto, ti trasformano. Essere cristiani non è il chiedere a Dio quello che noi vogliamo da lui, ma è fare quello che Lui vuole da noi. Non si può vivere il Vangelo senza abbracciare la povertà. Noi s’andava alle case popolari di via Benedetto Dei e s’incontrava e famiglie”.
Alla celebrazione ha partecipato anche l’assessore al welfare del Comune Sara Funaro.

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