29 maggio 2014 ore: 12:03
Giustizia

Chiusura Opg, "bene la legge, ora tocca alle regioni''

Via libera anche dalla Camera dei deputati alla conversione in legge del dl sul superamento degli Opg. Il comitato: “Legge non scioglie i nodi giuridici, ma migliora la normativa. Ora tocca alle regioni potenziare i servizi”
Opg, uomo che guarda da le sbarre

ROMA – “Pur non sciogliendo i nodi giuridici che sostengono l'Opg, come la modifica del codice penale per abolire definitivamente l’istituto della misura di sicurezza in Opg, certamente migliora l’attuale normativa”. È questo il commento al via libera dato ieri dalla Camera dei deputati, alla conversione in legge del dl 52/2014 sulla chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari da parte dei responsabili del comitato nazionale stopOpg. “La nuova legge stabilisce che di norma devono essere adottate dai magistrati misure alternative all’internamento in Opg – spiega una nota del comitato – e che la pericolosità sociale non può essere dichiarata, o confermata, solo perché la persona è emarginata, priva di sostegni economici o non è stata presa in carico dai servizi sociosanitari”. La nuova legge, inoltre, “pone limiti precisi alle proroghe della misura di sicurezza (all’origine dei troppi “ergastoli bianchi”) e stabilendo che non può essere superiore alla durata della pena per quel reato. Infine, obbliga le regioni a presentare entro 45 giorni i progetti terapeutico riabilitativi individuali per le internate e gli internati, per consentire le loro dimissioni attraverso la presa in carico da parte dei servizi socio sanitari”.

La responsabilità di andare oltre i progetti sui cosiddetti mini Opg regionali, quindi, ora passa alle regioni che, secondo i responsabili di stopOpg, potranno utilizzare “i finanziamenti per potenziare i servizi delle Asl”. Ma stopOpg mette in guardia: “La legge va applicata bene, per scongiurare ulteriori proroghe, fuori da logiche manicomiali e difensive. Perciò si deve mettere al centro la persona: con una presa in carico globale da parte dei servizi pubblici, all'interno di una collaborazione e integrazione tra i dipartimenti di salute mentale, i servizi per le dipendenze, i servizi sociali, che devono occuparsi di cura e non di custodia, e vanno attivate relazioni stabili con la magistratura, per offrire progetti terapeutico riabilitativi individuali appropriati. Perciò il "fronte della mobilitazione" si sposta nelle regioni e nei territori e riguarda il diritto alla salute mentale di tutte e di tutti”. Da stopOpg, la disponibilità a “collaborare e contribuire alla applicazione della legge, in particolare con l’organismo di monitoraggio e coordinamento per il superamento degli Opg che deve essere costituito presso il Ministero della Salute. Così il faticoso processo del superamento degli Opg può rientrare nei binari della legge 180, che chiudendo i manicomi restituì dignità, diritti e speranze a tante persone. E ha reso migliore l’Italia”.

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