22 dicembre 2013 ore: 10:47
Immigrazione

Choc nel Cie di Ponte Galeria. Otto immigrati si cuciono la bocca

Soccorsi dagli operatori, i migranti hanno inscenato la protesta con ago e filo rudimentali. Per uno di loro il rimpatrio prima di Natale. La Manna (Centro Astalli): "Il Governo è responsabile della vergognosa situazione dei Cie e dei Cara. E' criminale mantenerli così"
EU 2013 l'ultima frontiera - cie

ROMA - Un ago ricavato da una graffetta e il filo preso da una coperta per cucirsi la bocca, in segno di protesta. E' accaduto nella giornata di ieri, sabato 21 dicembre, nel Cie di Ponte Galeria a Roma: otto gli ospiti del centro coinvolti. Inizialmente sarebbero stati quattro tunisini, nella mattinata, a cucirsi la bocca in segno di protesta. Dopo l'intervento dei medici e degli operatori della struttura, altri 4 magrebini avrebbero emulato i primi. I protagonisti della protesta choc hanno tra i venti e i trent'anni. Uno di loro avrebbe dovuto lasciare il centro prima di Natale per essere rimpatriato, Centro di Ponte Galeria che non è nuovo alle proteste. Nella struttura ad oggi ci sono un centinaio di persone, tra cui 70 uomini e circa 30 donne.

A rilanciare la protesta su internet, il sindaco di Roma, Ignazio Marino che su Facebook commenta:"La loro protesta ci impone con forza di riaprire il dibattito nazionale su questi luoghi disumani e su una legge - spiega il sindaco -, la Bossi-Fini, che equipara a criminali chi fugge da guerre, violenze e povertà. Non possiamo, e non vogliamo abituarci alle tragedie. Dobbiamo, al contrario, impegnarci tutti contro l'indifferenza". Sulla vicenda è intervenuto anche il vicesindaco Luigi Nieri: “I Cie sono luoghi disumani che vanno definitivamente superati. Pensare che alcuni essere umani debbano passare 6 mesi in uno stato di reclusione e in condizioni di vita lesive della dignità, solo per illeciti di tipo amministrativo e senza aver commesso alcun reato, è inaccettabile. Oggi abbiamo assistito all’ennesimo orribile episodio. I diritti dei migranti e il superamento di una legge ignobile come la Bossi-Fini devono essere considerati una priorità per il nostro Paese”.

A far sentire la sua voce su internet anche padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli. Sul suo account di Twitter, La Manna lancia un appello alle istituzioni. "Il Governo faccia qualcosa - scrive in un tweet -, non c'è solo il lager di Lampedusa". Per La Manna, "il Governo è responsabile della vergognosa situazione dei Cie e dei Cara, si cambi politica e si chieda scusa per i tanti soldi che si sprecano. E' urgente un cambio di politica in merito ai migranti. E' criminale mantenere le vergognose realtà, così come sono, dei Cie e dei Cara".(ga)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news