31 marzo 2014 ore: 16:37
Immigrazione

Cie, De Magistris: "Sono una vergogna, mai a Napoli"

Il primo cittadino partenopeo plaude alle iniziative dei comuni di Torino e Roma che hanno approvato di recente mozioni per la chiusura dei Centri di identificazione e di espulsione, che rappresentano una “stortura giuridica grave”
Fortress Europe Cie di Ponte Galeria. Ingresso

Cie di Ponte Galeria. Ingresso

NAPOLI - “I Cie sono una stortura giuridica grave,  io ho anche avuto modo di conoscerli durante la mia attività di magistrato quando stavo in Calabria, in particolare quello di Crotone che è una vergogna perché si tratta il più delle volte di persone detenute senza aver commesso alcun reato. Credo che si debbano superare, bene fanno quei comuni a operare in questa direzione (Torino e Roma ndr.)”. E’ quanto ha affermato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris a margine di un intervento in cui ha portato i saluti della città nell’ambito del dibattito nazionale “L’Europa e le politiche di migrazione”, all’Università Federico II, organizzata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in vista del semestre di presidenza italiana dell’Ue.  
“Non abbiamo posizioni formali da assumere perché a Napoli non abbiamo Cie – ha specificato De magistris - se ne avessimo, agiremmo di conseguenza; il nostro tema è quello di favorire le pratiche dell’accoglienza, dell’integrazione, non a caso la nostra città ha deliberato ormai da due anni la cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati”. E poi ha sottolineato: “non abbiamo un atto formale da dover fare perché nella città di Napoli non ci sono Cie e non ci saranno mai”.

Durante il suo intervento di saluto alla presenza del sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e di Lucio Battistotti, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, De Magistris ha avuto parole dure contro il sistema della detenzione amministrativa.
“Per chi ha studiato il diritto – ha detto il primo cittadino napoletano - il sistema dei Cie ricorda la colpa d’autore dei tempi fascisti (in cui veniva punito non il reato commesso, ma il modo di essere della persona, ndr.). Invito tutti ad andare a visitare i centri di detenzione amministrativa, è una carcerazione basata sul nulla, sull’essere clandestino. Ma queste persone non si spostano come noi per piacere, sono costrette a migrare a causa di fame e guerre. Tutto questo contrasta con l’Italia culla del diritto, mi auguro che i prossimi parlamentari europei si impegnino perché nel Mediterraneo si possano scrivere pagine di uguaglianza. In alcuni momenti le leggi ci hanno fatti vergognare di essere italiani, ad esempio quando il nostro Paese ha incriminato i pescatori perché prestavano soccorso ai migranti in mare e ha sequestrato i loro pescherecci.
C’è bisogno di leggi nuove, ad esempio la legge sullo ius soli, di cui si parla tanto da parte di tutti i partiti ma che non c’è ancora”. (Raffaella Cosentino) 

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