17 giugno 2011 ore: 14:36
Immigrazione

Cie, il Naga: "Ennesima proposta demagogica del governo"

Il president Massarotto: “Se il decreto fosse approvato, è probabile che risulterebbe in contrasto con la normativa europea che, secondo il ministro Maroni, dovrebbe invece attuare"
MILANO - La bozza di decreto che prevede la possibilità di estendere il trattenimento fino a 18 mesi (rispetto ai sei attuali) dei cittadini stranieri all'interno dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) rappresenta "l'ennesima proposta demagogica del Governo, che invece di affrontare il fenomeno migratorio nella sua complessità si limita a provvedimenti punitivi e criminalizzanti", dice Pietro Massarotto, presidente del Naga, associazione milanese che tutela i diritti degli immigrati. “Inoltre, se il decreto fosse approvato, è probabile che risulterebbe in contrasto con la normativa europea che, secondo il Ministro Maroni, dovrebbe invece attuare” conclude Massarotto.  
 
Rispetto al 1998, quando il periodo massimo di trattenimento previsto era di 40 giorni, si arriverebbe a ben un anno e mezzo con triplicazione degli attuali sei mesi. Ma il pugno di ferro non paga: "Lo dimostra il fatto che in questi 13 anni l'andamento statistico degli arrivi in Italia è rimasto rimasto tutto sommato costante e del tutto indifferente rispetto all'aggravarsi in senso securitario delle politiche italiane", sottolinea Massarotto.  
 
Un provvedimento, peraltro, in controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto d'Europa dove, da un punto di vista normativo, si sta cominciando a prendere coscienza del fatto che l'espulsione non è una misura concreta. "Non serve a contrastare l'immigrazione irregolare - spiega Massarotto-. La stessa direttiva rimpatri, attenuando gli automatismi dei meccanismi di espulsione va in questa direzione".  
 
“Va ribadito con forza che i Cie, oltre a essere dei veri e propri buchi neri nell’ordinamento nazionale, risultano un mezzo assolutamente fallimentare anche nel contenimento dell'immigrazione irregolare", conclude Massarotto. Per il presidente del Naga sarebbe invece necessario ragionare su politiche di regolarizzazione dei cittadini stranieri presenti sul territorio: uomini e donne che ormai sono essenziali per il tessuto economico e sociale del nostro Paese. (is)  
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