24 luglio 2021 ore: 14:00
Disabilità

Cinema, Belli, talentuosi e spietati. Attenti a quei due

Chi ha amato Peter Dinklage nei panni di Tyron Lannister nella famosissima serie tv “Il trono di spade” ora lo ritroverà con piacere tra i protagonisti di “I care a lot”, film disponibile su Amazon Prime. E non c’è che dire: l’attore acondroplasico si riconferma un grande interprete
locandina I care a lot

Peter Dinklage e Rosamund Pike, protagonisti del film “I care a lot”

ROMA – Non c’è che dire: qualunque ruolo ricopra, Peter Dinklage si conferma un grande attore. Chi ha trascorso lunghe serate in sua compagnia, seguendo la sorprendente evoluzione del nobile Tyrion Lannister nella famosissima serie tv “Il trono di spade” lo ritroverà ora con piacere in “I care a lot”, una commedia nera del regista J Blakeson disponibile da qualche settimana su Amazon Prime Video. Dove fa da spalla (ma non si tratta certo di una spalla qualsiasi) alla bella e magnetica Rosamund Pike nel ruolo di Marla Grayson, una spregiudicata e disonesta tutrice legale, che ha trovato un fertile terreno di caccia tra coloro che l’età ha reso più vulnerabili.

L’obiettivo di Marla, infatti, è quello di individuare anziani fragili e possibilmente soli, farli truffaldinamente dichiarare incapaci di prendersi cura di se stessi e farsene, successivamente, affidare la tutela legale per poterli comodamente depredare di tutti i loro beni. Quando, però, si imbatterà in Jennifer e suo figlio Roman Lunyov (Peter Dinklage) dovrà fare i conti con la mafia russa, trascinando gli spettatori in una serie di scoppiettanti quanto improbabili colpi di scena.

Così, minuto dopo minuto, il film abbandona quello che era l’input di partenza: la fragilità di una fetta di popolazione che, una volta divenuta improduttiva, può diventare facile preda dei più squallidi appetiti, illuminando le falle di una burocrazia che, per la sua inerzia, si presta assai bene al raggiro. Anziché intraprende la via del legal drama a sfondo sociale, il film vira quindi pericolosamente verso la pellicola di genere, consegnando la sua unica possibilità di successo alla bravura degli attori. Perché, ripetiamolo, Rosamund Pike è tanto odiosa quanto seducente e Peter Dinklage rimane sicuramente l’attore acondroplasico più bravo della storia del cinema. Peccato per quella promessa non mantenuta di parlare del business criminale delle case di cura, puntando la telecamera su quella fascia della popolazione la cui fragilità estrema è stata messa a nudo nei lunghi mesi della pandemia.

(L’articolo è tratto dal numero di luglio di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)


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