11 aprile 2024 ore: 12:06
Giustizia

Cinque anni dall’arresto di Julian Assange. Amnesty International: “Inaccettabile”

L’11 aprile 2019 Julian Assange entrava nel carcere britannico di alta sicurezza di Belmarsh. “Invece di indagare in maniera esaustiva e trasparente sui loro presunti crimini di guerra, gli Usa hanno deciso di prendere di mira Assange per aver pubblicato informazioni che gli erano state fornite, peraltro di interesse pubblico. La persecuzione in corso ai suoi danni si fa beffa degli obblighi di diritto internazionale”
© Amnesty International Julian Assange - Foto Amnesty

L’11 aprile 2019 Julian Assange entrava nel carcere britannico di alta sicurezza di Belmarsh, in attesa dell’esito della richiesta di estradizione presentata dagli Usa.
“Assange ha osato portare alla luce rivelazioni su presunti crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti d’America. È inaccettabile che gli siano stati rubati cinque anni di vita. È detenuto arbitrariamente nel Regno Unito per accuse politicamente motivate, mosse dagli Usa dopo che egli aveva rivelato le loro presunte malefatte”, ha dichiarato Agnés Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

Che ha aggiunto: “Invece di indagare in maniera esaustiva e trasparente sui loro presunti crimini di guerra, gli Usa hanno deciso di prendere di mira Assange per aver pubblicato informazioni che gli erano state fornite, peraltro di interesse pubblico. La persecuzione in corso ai suoi danni si fa beffa degli obblighi di diritto internazionale degli Usa e dei loro impegni in favore della libertà d’espressione”.

“Se verrà estradato negli Stati Uniti d’America, Assange rischierà di subire violazioni dei diritti umani come l’isolamento prolungato, che costituisce una violazione del divieto di tortura e di altri maltrattamenti. Le dubbie assicurazioni diplomatiche fornite dagli Usa circa il modo in cui sarebbe trattato non valgono neanche il pezzo di carta su cui sono state scritte, se non altro perché non sono legalmente vincolanti e sono piene di scappatoie”, ha sottolineato Callamard.

“Assange è ricercato per attività che sono fondamentali per tutti i giornalisti e i pubblicisti, che spesso ricevono da altre fonti informazioni sensibili sulle attività dei governi. L’opinione pubblica ha il diritto di sapere se i governi violano il diritto internazionale. Se Assange verrà estradato, gli Usa apriranno le porte a un disastroso precedente per la libertà di stampa a livello mondiale. Gli Usa devono annullare tutte le accuse contro Assange, in modo che egli sia prontamente rimesso in libertà dalle autorità del Regno Unito”, ha concluso Callamard.

Negli Usa, Assange rischia un processo ai sensi della Legge sullo spionaggio del 1917, una norma emanata in tempo di guerra mai utilizzata per colpire il legittimo lavoro di giornalisti e pubblicisti. Potrebbe essere condannato a 175 anni di carcere. Per l’altra accusa, di violazione di un accesso informatico, potrebbe ricevere una pena massima di cinque anni.

Il 26 marzo l’Alta corte ha preso altro tempo per consentire agli Usa di presentare nuove assicurazioni diplomatiche. La richiesta di Assange di presentare appello contro l’estradizione sarà così esaminata il 20 maggio.
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