29 ottobre 2020 ore: 17:28
Società

Circoli Arci domani in piazza contro le chiusure disposte dal Dpcm

"Curiamo la socialità. #noinoncistiamo", domani i circoli Arci di tutta Italia scenderanno in piazza per dire 'No' alla chiusura delle attività culturali, sociali e ricreative disposta dall'ultimo Dpcm
Arci in piazza contro Dpcm - #noinoncistiamo

ROMA - Da Firenze a Milano, da Roma a Trento, da Pinerolo a San Gimignano, i circoli Arci di tutta Italia domani scenderanno in piazza per dire 'No' alla chiusura delle attività culturali, sociali e ricreative disposta dall'ultimo Dpcm, che per gli attivisti, rappresenta "un colpo durissimo" alla sopravvivenza di questi presidi territoriali. Decine gli appuntamenti che, tra mattina e pomeriggio, si animeranno sotto forma di flash mob, manifestazioni di piazza, incontri con sindaci e prefetti o piccoli riunioni ristrette nei circoli, sotto l'insegna 'Curiamo la socialità #noinoncistiamo'.

"Abbiamo detto più volte di essere consapevoli che l'emergenza epidemiologica non è terminata e che la salute è un bene primario, ma ci troviamo davanti a provvedimenti che penalizzano fortemente l'associazionismo diffuso di promozione culturale e sociale e che non ne riconoscono la funzione- scrive sull'evento Facebook l'Arci nazionale- Chiudere le attività culturali, sociali e ricreative rischia di essere per moltissimi Circoli, che sono l'antidoto alla solitudine e all'impoverimento culturale e materiale, un momento drammatico da cui sarà difficile rialzarsi. Quasi impossibile. Non lo possiamo accettare!".

A Roma - dove l'appuntamento è per domani in piazza di Monte Citorio alle 14.30 - l'Arci ha dato forma alla protesta anche con un video diffuso sui social che mostra lo spegnimento delle luci e la chiusura di porte e cancelli di alcuni circoli. "Dopo il lockdown i circoli, già duramente colpiti dal prolungato periodo di chiusura, hanno riorganizzato i propri spazi adeguandoli e adottando tutte le misure necessarie per assicurarne la corretta fruizione- scrive Arci Roma- Tutto questo in nome della necessità di essere supporto reale alla ricostruzione e alla salvaguardia di una socialità sana e responsabile, unico antidoto alla paura, alla disgregazione e allo smarrimento emotivo e sociale. I circoli, hanno chiuso i loro palchi, spento le loro luci e sono diventati - e lo sono ancora - punto di riferimento dal momento più critico dell'emergenza sanitaria, come siti di raccolta e smistamento di pacchi alimentari ed esercitando volontariato a sostegno delle fasce popolari più deboli".

Sottolinea l'associazione: "I provvedimenti dell'ultimo Dpcm, senza prevedere indennizzi come per altre categorie, hanno invece penalizzano fortemente l'associazionismo diffuso di promozione culturale e sociale. In questi mesi molti spazi hanno chiuso e tutti gli altri rischiano di non riaprire mai più. Siamo stati fortemente discriminati e non abbiamo ricevuto alcun sostegno fino ad oggi. Non staremo a guardare e pretendiamo ora un'adeguata attenzione come quella rivolta ai settori economici.

Vogliamo essere riconosciuti e non invisibili- chiedono infine gli attivisti- Vogliamo ristoro adeguato. Vogliamo misure straordinarie di sostegno dedicate al associazionismo e al terzo settore". (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale