8 ottobre 2015 ore: 16:55
Immigrazione

Cittadinanza mediterranea, attivisti e artisti s'incontrano in Sicilia

Torna a Messina Sabirmaydan: 20 persone nelle piazze per raccontare storie e esperienze di vita. Nel forum si lavora per definire progetti e campagne comuni. Prevista anche una sezione documentaristica in collaborazione con “Terra di tutti Art Festival”,
SabirFest Messina
SabirFest Messina

ROMA - Promuovere la cittadinanza mediterranea: è l’obiettivo di Sabirmaydan -  "piazza" in arabo - il forum di attivisti e artisti internazionali, giunto alla seconda edizione organizzato da Cospe nell’ambito del Sabir Fest, cultura e cittadinanza mediterranea (Messina, 8-11 ottobre 2015) Arrivano dalla Siria, dall’Egitto, dalla Tunisia, dal Marocco e Gaza ma anche, dalla Turchia, dalla Grecia, dalla Spagna e dalla Francia i venti ospiti che partecipano. Dieci i dialoghi, organizzati in vari spazi della città, grazie ai quali sarà possibile ascoltare le storie e le esperienze di vita, di attivismo e resistenza di chi vive e lavora in zone che raramente i media riescono a raccontare o su cui si affollano stereotipi e approssimazioni.   

Malek Adly, giovane avvocato egiziano dell’Egyptian Center for economic and social rights che assiste vittime delle violazioni dei diritti umani e che ha lasciato da poco il Paese di fronte alla crescente repressione esercitata sugli attivisti dall’attuale governo. Fariza Beseiso tra le fondatrici di Women Initiative for equity (Wife) di Gaza e Mariah Al Abdeh, direttore esecutivo di Women Now for development (SFD) Souryat, un’associazione dedicata a rafforzare il ruolo delle donne siriane e di formare una rete per la difesa dei diritti e la partecipazione politica delle donne. Mariah, che attualmente vive a Parigi, è anche una delle fondatrici del Movimento siriano non violento. Con lei ci sarà anche Hozan Ibrhain, attivista suo connazionale che, a causa della diaspora siriana, vive a lavora a Berlino dove si è rifugiato e ha fondato Citizens for Syria, un’associazione che sostiene la società civile in Siria.  

"Questa seconda edizione messinese servirà non solo per fare il punto sulle tante questioni aperte e che investono il Mediterraneo  (libertà di espressione, mobilità, migrazione, diritti delle donne, l’islam e la politica e l’economia sociale, attivismo e spazi urbani) ma anche a dare più concretezza al concetto di cittadinanza mediterranea con progetti e campagne comuni che saranno discusse dai partecipanti", sottolienano gli organizzatori.

Dieci dialoghi, organizzati in vari spazi della città grazie ai quali sarà possibile ascoltare le storie e le esperienze di vita, di attivismo e resistenza di chi vive e lavora in zone che raramente i media riescono a raccontare o su cui si affollano stereotipi e approssimazioni. prevista anche una sezione documentaristica in collaborazione con Il “Terra di tutti Art Festival”, cinema sociale dal sud del mondo, che si svolge in contemporanea a Bologna.  

Il Sabirmaydan  è dedicato a Padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita rapito in Siria un anno fa (29 luglio 2013), a una giovane attivista del “Movimento del 20 Febbraio”,  al blogger e attivista egiziano Alaa Abd El Fattah, amico ed ex collaboratore di Cospe, condannato a 15 anni di carcere e Alex Langer, politico ambientalista, scomparso 20 anni fa. 

Il programma. Giovedì 8 alle ore 17.00 chiesa san Tommaso il vecchio per fuorischermo proiezione dei filmati: “130 Km to Heaven” di Khaled Khella (Egitto 2015), “Lampedusa Mirrors” a cura del Teatro dell’Argine,”Une histoire syrienne” di Samer Beyhum (Canada 2014) storia di Jessica, fotografa freelance e membro di 99%Media che decide di lasciare Montreal per recarsi in Siria, suo Paese d’origine, con l’obiettivo di documentare il conflitto ormai in atto da tre anni, filmando gli orrori e le sofferenze subite dal popolo siriano sotto il regime di Bashar Al-Assad e infine “Boza” di Walid Fellah (Tunisia 2014) un documentario su cosa accade alla “barriera” di Ceuta  e nel campo profughi di Choucha nel sud della Tunisia. Infine venerdì 9  alle ore 20.00 sempre alla Chiesa san Tommaso il vecchio, sarà proiettato “Napolislam” di Ernesto Pagano: un docufilm sui convertiti islamici all’islam che attraverso una serie di storie personali apre una finestra su un fenomeno sempre più diffuso e controverso.  

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