13 ottobre 2015 ore: 15:57
Immigrazione

Cittadinanza, Riccardi: una scelta di civiltà

L'ex ministro per l'Integrazione: "Si tratta di una scelta di civilta' che cambia in meglio la nostra società e offre al Paese un'occasione in piu' per la sua crescita, proprio ora che si sta uscendo da un lungo periodo di crisi"
Lorenzo Pesce/Contrasto Andrea Riccardi

Andrea Riccardi

Roma - "Si tratta di una scelta di civilta' che cambia in meglio la nostra societa' e offre al Paese un'occasione in piu' per la sua crescita, proprio ora che si sta uscendo da un lungo periodo di crisi". L'ex ministro per l'Integrazione, Andrea Riccardi, che durante il governo Monti aveva lanciato per primo lo Ius Culturae come possibilita' di accesso alla cittadinanza italiana, appoggia con convinzione il primo passo avanti verso questo "importante obiettivo", sancito oggi dal voto della Camera: "Gia' dal 2004 la Comunita' di Sant'Egidio e' stata in prima linea per introdurre una semplificazione nel meccanismo di concessione della cittadinanza, uno dei piu' complicati e lunghi esistenti in Europa e a livello mondiale".

"Se l'Italia vuole crescere- aggiunge il fondatore di Sant'Egidio, attualmente presidente della Societa' Dante Alighieri- non puo' piu' ignorare e declassare la presenza di migliaia di famiglie straniere che contribuiscono attivamente alla sua crescita e che sono ormai inserite a pieno titolo - a partire dai minori - nella vita e nella cultura delle nostre citta'. Questa legge, che mi auguro venga approvata presto in via definitiva dal Senato, e' il coronamento di una battaglia che portai avanti quando ero ministro e che si basa sul cosiddetto Ius Culturae, ovvero sulla partecipazione al nostro sistema educativo e formativo".

"Mentre mi auguro che prossimamente venga presa in considerazione una semplificazione anche per l'acquisizione della cittadinanza degli adulti - che richiede attualmente un'attesa superiore, in media, ai 12 anni - ritengo che questa nuova legge sui minori 'nuovi italiani' possa rappresentare un modello di integrazione positiva anche per altri Paesi: un diritto al futuro- conclude Riccardi- che non puo' essere negato a chi si sente ed e' a tutti gli effetti gia' italiano ed europeo".

 

 

 

Roma, 13 ottobre 2015

(DIRE)

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