20 agosto 2015 ore: 13:54
Immigrazione

Cittadini e associazioni aiutano giovani profughi siriani a proseguire gli studi

Il progetto “Siria futura” promosso da Porta aperta, Centro servizi per il volontariato, Csi volontariato e Piccola famiglia dell’Annunziata aiuterà gli studenti che, a causa della guerra, hanno dovuto abbandonare il loro paese. Raccolti in un anno 10 mila euro
siriani a Milano

siriani a Milano

MODENA – Mohammad, 25 anni, e Wala, classe 1993, sono 2 dei 5 studenti siriani meritevoli, individuati tramite la comunità della Piccola famiglia dell’Annunziata a Main, in Giordania, che beneficeranno delle borse di studio finanziate dal progetto “Siria futura”, promosso dal centro di accoglienza Porta aperta di Modena insieme al Centro servizi per il volontariato di Modena, Csi volontariato e Piccola famiglia dell’Annunziata per aiutare i giovani siriani che, a causa della guerra, hanno dovuto abbandonare la loro terra e gli studi. “Abbiamo deciso di avviare questo progetto pensando al valore della formazione e dell’educazione per costruire un presente di speranza e un futuro di pace”, hanno detto Luca Barbari di Porta Aperta ed Emanuela Carta di Csi volontariato. Il bilancio di “Siria futura” è positivo: in un anno, grazie a cittadini e associazioni modenesi sono stati raccolti 10 mila euro. Il progetto proseguirà anche nei prossimi mesi.

Classe 1990, Mohammad si è iscritto nel 2010 al corso di studio in Letteratura francese alla Facoltà di Lingue e letteratura. “Un giorno le forze speciali del governo siriano mi hanno visto in strada mentre stavo andando al supermercato, mi hanno arrestato e interrogato, mi hanno picchiato e torturato e trattenuto fino a sera – ha raccontato il giovane – Il giorno seguente ho deciso di uscire dalla Siria e andare in Giordania. Con la scusa che è vecchio e malato, mio padre al confine ha detto che io ero il suo badante”. Mohammad ha dovuto interrompere gli studi, non ha un impiego stabile ma solo piccoli lavori provvisori che non gli permettono di pagare la retta universitaria. “Ho cominciato a lavorare presto, a 14 anni, per aiutare la mia famiglia e ho lavorato fino a quando ho iniziato l’università – continua – Ora vorrei poter tornare a studiare perché mi piace e voglio avere un’opportunità in più in futuro”.

Wala, 22 anni, una delle studentesse a cui è stata assegnata una delle borse di studio, racconta che il suo obiettivo nella vita non è sposarsi o trovare un lavoro qualsiasi, ma studiare. “Ho fatto molte domande per ottenere una borsa di studio ma non ha funzionato – racconta – Vorrei continuare a studiare ingegneria civile, anche se è una facolta piuttosto costosa qui in Giordania. Sono anche disposta a cambiare indirizzo pur di continuare a studiare”. Ora, grazie a “Siria futura”, Mohammad e Wala potranno riprendere gli studi interrotti a causa del conflitto nel loro Paese. I fondi raccolti attraverso il progetto sono stati inviati alla comunità della Piccola famiglia dell’Annunziata, incaricata di trasmettere le borse di studio agli studenti. (lp)

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