1 agosto 2017 ore: 16:41
Immigrazione

Codice ong, Arci: più ostacoli per chi non ha firmato, si rischiano altre morti

Secondo il vicepresidente Miraglia l’obiettivo del Viminale era quello di dividere le ong per trattare solo con alcune di loro. “Non casuale la coincidenza con missione in Libia, non si vogliono avere occhi indiscreti in mare quando si riporteranno indietro le persone”

ROMA – “Per il Viminale è stato un successo: sono riusciti a dividere le ong, dopo la campagna denigratoria dei mesi scorsi. Ma il no di Medici senza frontiere, organizzazione autorevole, è una macchia pesante che questo codice di condotta si porterà dietro”. A sottolinearlo è Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci nazionale, secondo il quale con il nuovo regolamento per il soccorso in mare il ministero vuole criminalizzare ulteriormente le organizzazioni umanitarie per “sviare l’opinione pubblica dal fatto che in Europa non si riescono a trovare soluzioni né per bloccare i flussi né per fermare le morti in mare”.

Per Miraglia non è casuale la coincidenza temporale tra la stipula del codice di condotta e l’annuncio della missione italiana in Libia. “E’ chiaro che oggi l’Italia non vuole occhi indiscreti in mare che possano denunciare le conseguenze di questa missione di guerra contro gli immigrati – aggiunge -. Una missione che intende riconsegnare nella mani dei libici le persone, e per questo non devono esserci soggetti che possano vedere e denunciare quanto accadrà”.

Quanto alle reali conseguenze della mancata adesione al codice, Miraglia spiega che se “sul piano legislativo non cambierà nulla, perché è improbabile che si possa impedire l’attracco a chi non ha accettato, più facilmente aumenteranno gli ostacoli per alcune ong – aggiunge -. Il Viminale ci ha già abituato a questo tipo di soluzioni: dividere per trattare con i buoni e in modo diverso con i cattivi. Ma la conseguenza di questo atteggiamento poco collaborativo potrebbero essere più morti in mare: se ciò accadrà sarà il risultato peggiore della strategia illegittima del governo verso chi si impegna a salvare vite”. (ec)

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