22 settembre 2011 ore: 11:46
Economia

Coldiretti: nei campi straniero un lavoratore su dieci

"E' straniero quasi un lavoratore su dieci impegnato nelle campagne, dove la presenza degli immigrati e' diventata indispensabile per le grandi produzioni di qualita' del made in Italy come la raccolta delle mele in Trentino a cui collaborano...
Stefano G. Pavesi/Contrasto Immigrazione e lavoro: sikh guida trattore

Roma - "E' straniero quasi un lavoratore su dieci impegnato nelle campagne, dove la presenza degli immigrati e' diventata indispensabile per le grandi produzioni di qualita' del made in Italy come la raccolta delle mele in Trentino a cui collaborano i ghanesi, delle uve del prosecco in Veneto con i polacchi o la mungitura del latte nelle stalle del grana padano". E' quanto afferma in una nota la Coldiretti che, nel commentare i dati Istat sulla presenza degli immigrati, sottolinea che "questi lavoratori sono impegnati soprattutto nello svolgimento della generalita' delle lavorazioni stagionali e per le grandi campagne di raccolta delle principali produzioni made in Italy: dalla frutta alla verdura, dai fiori al vino, ma anche negli allevamenti dove a svolgere l'attivita' di 'bergamini' sono soprattutto gli indiani".

La Coldiretti spiega poi che "le nazionalita' di extracomunitari piu' presenti sono, nell'ordine, Albania (15.792), Marocco (15.591) e appunto India (15.374) che ha registrato i tassi di crescita piu' elevati. La vendemmia 2011 in Italia e' salva- prosegue la Coldiretti- anche grazie all'impegno di 30 mila lavoratori stranieri che garantiscono la raccolta delle uve destinate ai piu' pregiati vini di qualita', dal Brunello di Montalcino al Barbareso fino al Prosecco nel cui distretto lavorano addirittura immigrati di ben 53 differenti nazionalita' da 4 diversi continenti". Se nelle vigne destinate alla produzione del Prosecco, specifica la nota, "a prevalere e' la presenza di lavoratori polacchi, in quelle destinate alla produzione del Barolo si affermano i macedoni mentre in Lombardia per la Bonarda dell'Oltrepo pavese la leadership e' dei romeni che insieme ai polacchi operano in maggioranza anche nei vigneti delle 'bollicine' del Franciacorta. In Toscana- conclude la Coldiretti- per il Brunello di Montalcino sono i maghrebini, in particolare i tunisini, a dare il contributo nel garantire l'integrita' delle uve. (DIRE)

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