Condomini, dai litigi al patto di convivenza: come "aiutare" chi non paga le spese
MILANO - "Le liti di condominio in sé non sono un problema, ma vanno gestite e regolate". Paolo Ragusa è un formatore e organizza corsi di formazione per amministratori di condominio. Ne ha ormai incontrati un centinaio. A volte basta poco per scatenare un conflitto tra vicini: il volume troppo alto del televisore, oppure gli odori, o magari l'acqua che cola dai vasi sul balcone. Sembrano sciocchezze, ma non lo sono. A volte, poi, le tensioni nel palazzo sono causate dal fatto che ci sono famiglie che non pagano le spese condominiali La nuova legge del condominio, prevede per l'amministratore l'obbligo di ricorrere al tribunale, che può sfociare nella vendita all'asta dell'appartamento. "Certamente l'azione legale va fatta, ma non ci si può limitare a questo -afferma Paolo Ragusa, del Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti di Piacenza-. L'aspetto importante è che l'amministratore cerchi di far discutere gli inquilini su questo problema, senza accentuare le componenti di rivendicazione e di colpevolizzazione dell'inquilino che non sta pagando il dovuto. Questo non significa che il debito non va onorato, ma riconoscere la situazione e le difficoltà che magari una famiglia sta vivendo".
Nei corsi per amministratori di condominio, Paolo Ragusa offre "una prima alfabetizzazione della gestione dei conflitti". Ci sono quattro regole di fondo che un amministratore deve seguire, in ogni tipo di controversia tra condomini. "Innanzitutto non bisogna cercare il colpevole, non serve a nulla. Ammesso che lo si individui, non se ne viene comunque a capo". Seconda regola, "bisogna portare i condomini a porsi questa domanda: che cosa sta succedendo? Toglie l'aspetto emotivo al conflitto, si cerca di analizzarlo e razionalizzarlo". "La terza regola è che bisogna aiutare le parti a esplicitare la difficoltà che stanno vivendo: spesso il fastidio per i rumori o gli odori è solo un sintomo di un malcontento più profondo". Infine, l'amministratore deve "cercare qual è l'interesse comune che porta gli inquilini a litigare. La lite va orientata verso questo interesse comune, che può essere, ad esempio, il decoro degli ambienti comuni". E ricordarsi un principio di fondo: "I regolamenti di condominio andrebbero aggiornati insieme ai condomini. Spesso invece sono un insieme di norme che nessuno conosce e vengono copiati da altri regolamenti. Ogni condominio invece deve adattarlo alla propria situazione, deve diventare il patto di convivenza". (dp)