3 novembre 2022 ore: 14:30
Giustizia

Conferenza Cop27, Amnesty: “I delegati denuncino l’attacco dell’Egitto ai diritti umani”

Alla vigilia della conferenza, oltre a sollecitare un’azione importante, coordinata e globale per affrontare il cambiamento climatico, Amnesty International chiede ai leader del mondo di manifestare pubblicamente la loro solidarietà con la società civile egiziana sotto assedio e di premere sulle autorità del Cairo affinché pongano fine all’attacco in corso da anni ai diritti umani
Diritti umani, foglio scritto su una mano human rights

Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, prenderà parte alla Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Cop27) in programma a Sharm el-Sheikh dal 6 al 18 novembre. Alla vigilia della conferenza, oltre a sollecitare un’azione importante, coordinata e globale per affrontare il cambiamento climatico, Amnesty International chiede ai leader del mondo di manifestare pubblicamente la loro solidarietà con la società civile egiziana sotto assedio e di premere sulle autorità del Cairo affinché pongano fine all’attacco in corso da anni ai diritti umani. 

“È molto semplice: di fronte alla crisi globale del clima, il tempo è un lusso che non possiamo permetterci. La finestra temporale entro la quale mantenere l’aumento della temperatura globale entro un grado e mezzo si sta rapidamente chiudendo. Il mondo è alle prese con inondazioni, siccità e incendi che causano migrazioni forzate, fame, ulteriori conflitti e morti. La Cop27 è un’occasione decisiva per invertire la rotta e non dev’essere sprecata per fare promesse vuote e praticare il greenwashing - ha dichiarato Callamard -. Sebbene l’azione contro il cambiamento climatico necessiti di pianificazione e coordinamento, i negoziati non devono perdersi in dettagli tecnici e ignorare gli esseri umani che sono sulla linea del fronte della crisi climatica”. 

“Il cambiamento climatico è una crisi dei diritti umani. Garantire il rispetto di tutti i diritti umani, compresi quelli alla libertà di espressione, di protesta pacifica e di associazione, è fondamentale per assicurare una transizione veloce ed equa verso economie a carbone-zero e società resilienti - ha aggiunto Callamard -. Nessuno stato può rivendicare di giocare un ruolo serio nella lotta alla crisi climatica mentre continua a stringere la morsa contro la società civile. Le autorità egiziane sono responsabili di un lungo elenco di crimini di diritto internazionale come la tortura, le uccisioni illegali e le sparizioni forzate”. 

Durante il periodo in cui sarà in Egitto, Callamard chiederà ai delegati alla Cop 27 di: porre i diritti umani, compresi i diritti dei lavoratori e quelli dei popoli nativi, al centro di tutti i negoziati e di tutte le decisioni della conferenza; proteggere l’obiettivo di un grado e mezzo e aggiornare gli obiettivi sulle emissioni fissati per il 2030 assicurando che siano in linea con l’imperativo del grado e mezzo; impegnarsi per una rapida ed equa uscita dal carbone anziché affidarsi al mercato del carbone e ai meccanismi di rimozione del carbonio; adottare un chiaro piano d’azione affinché gli stati ricchi aumentino i finanziamenti in favore della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico; istituire uno strumento finanziario per fornire sostegni e rimedi tempestivi alle persone e alle comunità i cui diritti umani sono stati violati a seguito delle perdite e dei danni causati dalla crisi climatica; esprimere solidarietà alle organizzazioni egiziane per i diritti umani e rilanciare la richiesta, contenuta nella petizione Cop-27 (Petition - Cop Civics Space (copcivicspace.net)), di scarcerare tutte le persone arbitrariamente detenute e aprire lo spazio civico in Egitto. 

Amnesty International osserverà da vicino il comportamento delle autorità egiziane nei confronti delle proteste e il modo in cui saranno trattati, comprese eventuali ritorsioni, gli attivisti ambientali e i difensori dei diritti umani durante e dopo la Cop27. L’organizzazione ha chiesto di incontrare le autorità egiziane e di poter entrare nelle prigioni in cui migliaia di persone sono recluse per motivi politici. La richiesta ai delegati degli stati alla Cop27 è di sollevare il tema dei diritti umani nei colloqui con le autorità egiziane, come chiedono i gruppi indipendenti egiziani per i diritti umani nella suddetta petizione.
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