28 settembre 2015 ore: 17:44
Famiglia

Connessi, soddisfatti e a proprio agio in famiglia: la "normalità" degli adolescenti

Studio della Fondazione “Emanuela Zancan”. Un tredicenne su 3 ha un profilo Facebook e il 18% lo guarda tutti i giorni o quasi. Quadro positivo del rapporto genitore-figlio
Adolescenti davanti al computer

PADOVA - Sono stati presentati oggi i risultati della seconda annualità del progetto “Crescere”, uno studio sugli adolescenti padovani realizzato dalla Fondazione “Emanuela Zancan” nella provincia di Padova e nel comune di Rovigo grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dell'Ulss 16.

Iniziato nel 2013 su un campione di circa 500 ragazzi che allora avevano 11-12 anni, lo studio li ha “accompagnati” in questi due anni monitorando le condizioni di crescita e di sviluppo verso l’età adulta a livello fisico, relazionale, emotivo, delle capacità e delle aspettative di vita. Il progetto, che proseguirà fino al compimento del 18° anno di età, consentirà di capire come si studia, si cresce, si affrontano i compiti di sviluppo, si vive in famiglia, si gestiscono i problemi di apprendimento e di salute, come ci si prepara al lavoro, come si partecipa e si diventa grandi. Ampio spazio viene riservato dallo studio al rapporto con le tecnologie. Ne emerge che più di 3 ragazzi su 4 guardano la tv tutti i giorni, con una media di 1 ora e 50 minuti al giorno (+15 minuti rispetto all'anno scorso). Il 34% usa il computer/tablet tutti i giorni, in media circa un’ora al giorno. L’uso è in aumento: l’anno scorso usava il computer tutti i giorni il 21% del campione e il tempo medio di utilizzo era 45 minuti al giorno. Più di 3 ragazzi su 4 si collegano a internet tutti i giorni (78%): 8 su 10 si collegano tramite smartphone. Navigano in media 1 ora e 30 minuti al giorno. 1 su 3 naviga libero, senza limiti di tempo o restrizioni di siti in cui non può andare.

Un tredicenne su 3 ha un profilo Facebook (34%) e il 18% lo guarda tutti i giorni o quasi. La proporzione rispetto all’anno scorso è aumentata (erano il 20% di cui il 10% tutti i giorni). Il 37% dice di aver accettato l’amicizia in internet da persone che non conosce. Il 6% dei ragazzi a 13 anno ha giocato almeno una volta con giochi online in cui si vincono/perdono soldi. Sul fronte della relazione con i genirori, per più della metà dei ragazzi a 13 anni è facile parlare con il padre di cose che li preoccupano veramente. Il dialogo con la madre risulta ancora più agevole: per il 75% è “facile/molto facile”. Emerge dunque un quadro positivo del rapporto genitore-figlio, anche se da un anno all’altro le proporzioni sono diminuite: a 12 anni il dialogo con la madre era agevole nell’80% dei casi, con il padre il 61%. Il rapporto con la scuola in genere è positivo: a 13 anni la scuola piace a 7 ragazzi su 10. Per alcuni, però, la scuola è anche fonte di stress: 1 ragazzo su 10 si sente molto stressato, 3 su 10 “abbastanza”.

È stato anche chiesto ai ragazzi quanto sono soddisfatti della loro vita. Il primo anno le risposte dei ragazzi sono state molto positive: il 77% ha espresso giudizi pienamente positivi, il 23% si collocava in una fascia intermedia e meno dell’1% si dichiarava infelice. A distanza di un anno, le proporzioni sono cambiate. La percentuale di ragazzi pienamente soddisfatti passa dal 77% a 12 anni al 67% a 13 anni. I ragazzi completamente scontenti della loro vita sono ancora una piccola minoranza (1,4%), ma comunque si tratta di una proporzione in crescita (l’anno scorso era appena lo 0,4%) e probabilmente sarà destinata ad aumentare. Lo scopriremo nei prossimi anni.
"Questi dati ci dicono che crescere  bene oggi è possibile, a dispetto degli allarmismi che ci fanno pensare il contrario - ha commentato il direttore della Fondazione Emanuela Zancan, Tiziano Vecchiato -. I ragazzi sono felici di essere ascoltati. Noi vorremmo che questo studio diventi una vera opera sociale. Offre informazioni che sono a disposizione degli adulti che hanno a cuore la crescita positiva, a partire dalle scuole. A loro li offriamo, perchè dobbiamo smettere di fare prevenzione e allarmismo e finalmente iniziare a investire".

Allo studio  collaborano 85 Comuni della provincia di Padova e Rovigo, il De Leo Fund Onlus, la Fondazione Girolamo Bortignon e la Fondazione Opera Immacolata Concezione.

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