21 maggio 2018 ore: 16:23
Non profit

Contratto di governo, Gazzi (Assistenti sociali): “Troppi slogan”

Il presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali commenta l’alleanza programmatica per la guida del Paese stipulata tra M5S e Lega, nella quale, a suo dire, “non sembrano ben riconosciuti gli importanti passi avanti fatti in tema di diritti individuali e collettivi”

ROMA – “Il contratto di governo suscita molte perplessità e si caratterizza per numerose contraddizioni che sembrano il frutto di un eterno clima elettorale”. A bocciare l’alleanza programmatica per la guida del Paese messa a punto da Movimento 5 Stelle e Lega è il presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali Gianmario Gazzi, il quale in una nota esprime tutte le proprie perplessità sugli scenari politici che si stanno delineando in tema di diritti sociali e contrasto alla povertà.

“L’Italia – scrive Gazzi - ha compiuto in questi ultimi anni, pur tra mille difficoltà e non poche incertezze alcuni importanti passi in avanti in tema di diritti individuali e collettivi che, ad una lettura attenta del Contratto di Governo stipulato da Lega e 5 Stelle, non sembrano ben riconosciuti. Esiste, anzi, il timore che alcune oggettive conquiste sociali vengano messe in discussione”.

Il presidente del Consiglio degli assistenti sociali argomenta la sua riflessione partendo dalle politiche di welfare, tra queste le misure di contrasto alla povertà le quali, spiega, “non assumono più la dimensione di un accompagnamento progettuale ed economico delle persone verso il superamento di una condizione difficile, ma sembrano immaginare che, per risolvere queste situazioni, bastino misure economiche generalizzate ed interventi di rinforzo dei Centri per l’impiego”. “E’ ben noto – prosegue Gazzi - che in moltissime situazioni, invece, l’accesso al lavoro è limitato da fattori diversi dal solo incontro di domanda e offerta: viene perciò da chiedersi che fine faranno il rinforzo dei servizi territoriali a favore di chi è più in difficoltà.”

Gazzi sottolinea poi che “altro elemento di perplessità è rappresentato dalle modalità di espiazione della pena che non viene più considerata strumento di riabilitazione, in grado quindi anche di ridurre drasticamente la recidiva, ma solo strumento di afflizione quasi si volesse una carcerazione maggiore e non una rieducazione come, invece, previsto dalla Costituzione.”

Per il presidente degli assistenti sociali italiani “preoccupa molto che gran parte degli economisti continuino a sottolineare che l’applicazione delle misure previste dal Contratto porti con sé la necessità di reperire ingenti risorse economiche. Questo scenario inquieta la comunità degli assistenti sociali italiani perché già in passato questa necessità si è “scaricata”, in primo luogo, su welfare e sanità. Servono certezze rispetto a un investimento oramai ineludibile su Servizi sociali e socio sanitari che finalmente sembravano vedere una rinnovata centralità mediante nuove, seppur limitate, risorse. Né può essere dimenticato che in alcuni passaggi il Contratto di Governo ripropone un welfare che si vorrebbe erogato in forme categoriali (anziani, disabili, malati, ecc.). Ribadiamo con forza che questo sistema ha fatto il suo tempo e che, invece, ora serve investire in modelli di accompagnamento multiprofessionali, con livelli essenziali chiari e omogenei in tutte le Regioni”.

“L’impianto complessivo del Contratto – conclude Gazzi - fa correre il rischio, in tema di diritti dei singoli e delle comunità, di rendere instabili tutta una serie di importanti conquiste con conseguenti gravi e negative ricadute su tutto il tessuto sociale del Paese: siamo perciò pronti a confrontarci con tutte le forze parlamentari che dovranno esaminare e approvare i provvedimenti di legge che il Governo via via presenterà e lo faremo sia per dovere istituzionale, sia perché convinti che le nostre competenze professionali debbano essere messe a disposizione per sostenere azioni realmente riformiste utili alla collettività ed al sistema sociale del Paese”.

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