12 giugno 2019 ore: 16:57
Disabilità

Contributi per neoimprenditori non vedenti e vademecum: iniziativa dell'Uici

Oggi presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali la premiazione dei neo imprenditori selezionati dal Bando per ciechi e ipovedenti "Progetti Lotteria Louis Braille 2017"

ROMA - La presidenza nazionale Uici, grazie alla collaborazione della Commissione nuove attività lavorative, ha svolto stamane, presentata dalla giornalista Livia Azzariti, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la Giornata di Premiazione dei neo imprenditori che sono stati selezionati dal Bando imprenditoriale per ciechi e ipovedenti "Progetti Lotteria Louis Braille 2017". I premiati sono stati Luca Aronica, Cooperativa Frutto della Passione che opererà nel settore dell'agricoltura e Antonino Cotroneo, AMBRA Educational srls che agirà nel settore della formazione, ai quali è stato consegnato un assegno come contributo per l'avvio dell'attività. Per l’occasione è stato realizzato un vademecum che l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti metterà a disposizione di imprenditori, operatori pubblici e privati del mondo del lavoro nonché ai giovani disabili visivi e alle loro famiglie.

Nel corso della manifestazione si sono susseguite le testimonianze di cinque imprenditori non vedenti e ipovedenti che hanno iniziato a far carriera. Si parte dall'esperienza di Antonio Ciotola, chef patron che ha raccontato la sua esperienza di non vedente ai fornelli. A seguire Carmelo Di Martino, amministratore e responsabile di produzione di un mulino che ha sede in Sicilia; Di Martino ha tenuto a precisare che la sua produzione avviene grazie alla selezione di grani antichi locali. Dal pane si passa all'olio, con l'esperienza raccontata da un altro imprenditore non vedente che ha sede sempre in Sicilia, Santino Di Gregorio; Di Gregorio ha raccontato di come le persone rimangono sbigottite quando capiscono che ad usare macchinari sofisticati è un non vedente. Produzione più ampia, ma sempre nel settore agricolo, per l'imprenditrice Annamaria Di Stasio del Molise, la sua produzione, infatti, va dal vino alle mandorle che normalmente si usano per i confetti. Ultima testimonianza quella di Raul Pietrobon che ha raccontato la sua esperienza di imprenditore che un passo alla volta si è specializzato nella vendita di ausili per non vedenti a tecnologia zero.

I saluti istituzionali sono stati portati dal sottosegretario di Stato Vincenzo Zoccano e dal deputato Paolo Russo, mentre le conclusioni dal dirigente del Terzo settore Alessandro Lombardi. Il presidente nazionale Uici Mario Barbuto ha ricordato che “l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, fondata da Aurelio Nicolodi il 26 ottobre 1920, nei suoi cento anni di attività ha sempre operato per il riconoscimento effettivo della dignità di persone per i minorati della vista, per garantire loro un futuro inclusivo. Quando parliamo di futuro non possiamo, però, prescindere dalla partecipazione diretta e indiretta al sistema produttivo del nostro paese. Non c'è dignità, libertà o domani per nessun essere umano, se quest'ultimo viene privato della possibilità di lavorare. L'Uici ha dovuto lottare molto e a lungo, sino a ottenere leggi che qualcuno forse continua a etichettare come "speciali", le quali riconoscessero il Diritto per le persone con disabilità visiva di poter esercitare una professione, un'arte, un mestiere. Le pagine dei libri di Storia non sempre sono state generose nei confronti di quel manipolo di coraggiosi che nel 1954 mosse da Firenze verso Roma, in una lunga "marcia del dolore" che intendeva affermare essere giunto per la Repubblica Italiana il tempo di sancire il riconoscimento della dignità umana di persone anche per i minorati della vista. Oggi abbiamo realizzato e desideriamo offrire al mondo produttivo questa piccola guida pratica che illustra i progressi e le opportunità attualmente offerte ai non vedenti, per favorire quel confronto costruttivo con tutti gli attori del mondo produttivo, per riaffermare e rendere concreto quel diritto al Lavoro sancito dalla Costituzione della Repubblica e perseguito dai Padri fondatori dell'Unione quale unico e vero mezzo di riscatto sociale per tutti noi".

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