4 maggio 2016 ore: 12:29
Non profit

Cooperative, negli anni della crisi oltre 48 mila nuovi posti

Assemblea Confcooperative: posti di lavoro cresciuti del 10% rispetto al dicembre 2007 . Il 60% degli occupati è donna, straniero il 15%. Il presidente Gardini: "In una nostra cooperativa su tre c'è almeno un under 35"
Contratto di lavoro. Stretta di mano e firma

ROMA  - "Dopo 8 anni di crisi le nostre cooperative hanno realizzato oltre 48 mila nuovi posti di lavoro, +10,1% rispetto al dicembre 2007, mentre nello stesso periodo nel Paese il numero di occupati si e'' ridotto del 2,4% passando da 23.048.000 a 22.492.000 occupati (stock occupati serie storica Istat 29 aprile 2016). Negli stessi anni hanno utilizzato l'export come leva anticrisi, mettendo a segno un +43% rispetto al 2007". Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, lo dice nella relazione introduttiva all'assemblea in corso a Roma. "Cooperative ascensore sociale per donne, giovani e stranieri: le donne sono il 60,8% degli occupati nelle nostre cooperative e il 26,3% della governance delle nostre imprese (e'' il 16% nelle altre forme societarie)- aggiunge Gardini- gli stranieri sono il 15% degli occupati complessivi; i giovani, in 1 nostra cooperativa su 3 c'è almeno un under 35".

Per quanto riguarda l''occupazione, che "resta il punto principale", va detto che "il lavoro da fare resta molto, non sarebbe serio dire che è stato tutto fatto e abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti. Resta molto da fare ma il percorso è giusto". Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme e i rapporti con il Parlamento, lo dice nel suo intervento all''assemblea. Pero'' "segnali positivi arrivano", dice Boschi citando gli ultimi numeri sull''occupazione e "ora ci sono i primi segnali incoraggianti di ripresa", con dati positivi ad esempio "sulla produzione industriale, sul Pil, sulla fiducia dei cittadini, sul turismo".

"Contrastare il 36,7% di disoccupazione giovanile è una crociata che nessuno può disertare. Da imprenditore, utilizzerei la flessibilità' in uscita per promuovere la staffetta generazionale, al punto da pagare cash e anticipato per 10 anni la differenza tra la pensione piena e quella penalizzata per chi è a un anno dalla pensione", dice ancora Gardini. Si tratta, spiega, di una "soluzione che accontenterebbe il lavoratore in uscita, lo Stato in un'ottica di medio lungo periodo e i giovani che darebbero maggiore competitivita'' alle imprese, darebbero una spinta ai consumi, verserebbero le tasse e i contributi previdenziali". (DIRE)

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