1 marzo 2018 ore: 11:50
Non profit

Cooperazione, Giro: investire lo 0,5% del Pil, è nell'interesse dell'Italia

La cooperazione allo sviluppo corrisponde all'interesse nazionale dell'Italia e, per questo, nella prossima legislatura bisognera' accrescere gli investimenti nel comparto portandoli dallo 0,3 allo 0,5 per cento del Pil: lo sottolinea Mario Giro, viceministro degli Esteri, tracciando un bilancio degli ultimi due anni
Cooperazione, mani con immagini dei continenti - SITO NUOVO

ROMA  - La cooperazione allo sviluppo corrisponde all'interesse nazionale dell'Italia e, per questo, nella prossima legislatura bisognera' accrescere gli investimenti nel comparto portandoli dallo 0,3 allo 0,5 per cento del Pil: lo sottolinea Mario Giro, vice-ministro degli Esteri, tracciando un bilancio degli ultimi due anni. "Cio' che dobbiamo fare in Italia e' portare nella prossima legislatura la cooperazione allo sviluppo allo 0,50 del Pil" si legge in una nota: "Oggi e' allo 0,30, molto meglio di qualche anno fa, ma non e' ancora sufficiente". Secondo Giro, "questo obiettivo non corrisponde solo a un debito morale che abbiamo verso i Paesi piu' sfortunati e poveri ma anche al nostro interesse nazionale".

"In questi due anni al servizio della cooperazione - continua il vice-ministro - mi sono reso conto di quanto si puo' fare per cambiare concretamente le cose. La nuova legge 125 ci permette di fare quel deciso cambio di passo qualitativo per rispondere alle sfide della globalizzazione che crea ricchezza ma al contempo approfondisce le diseguaglianze. La cooperazione e' la riposta vera: creare lavoro anche laddove non c'e', e farlo assieme al 'sistema Italia' in modo che cio' contribuisca ad aumentare anche il lavoro da noi. Oggi le ong italiane assumono il 30 per cento in piu' del passato. Per molti giovani italiani si aprono nuove possibilita' in ambito internazionale. Molti africani trovano lavoro a casa loro e ci rimangono. Molte imprese si impegnano nel settore della cooperazione, aumentando la loro internazionalizzazione. Molti stranieri residenti in Italia investono in imprese a casa loro. E' tutto un mondo che si e' messo in moto assieme, creando quel circolo virtuoso necessario per rispondere al dilemma: chi e come aiutare? quanto ci conviene farlo? Ora e' chiaro: ci conviene eccome. Certo resta molto da fare, siamo solo all'inizio di una svolta ma gia' intravvediamo le soluzioni". (DIRE) 

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