11 marzo 2020 ore: 14:54
Non profit

Coronavirus. Banco alimentare: “Non abbandonare chi aspetta il nostro aiuto”

A rischio la raccolta e la distribuzione del cibo ai poveri. L’appello del presidente della Fondazione Banco alimentare Onlus, Giovanni Bruno: “Ci rendiamo disponibili a collaborare con le autorità per fare fronte a questo aspetto della crisi attuale: aiutare gli ultimi”
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ROMA - “Chi aspetta il nostro aiuto non può essere abbandonato. Per questa ragione ci rendiamo disponibili alla collaborazione con le autorità per fare fronte a questo aspetto così peculiare e per nulla secondario della crisi attuale: aiutare gli ultimi, nel rispetto delle condizioni di sicurezza imposte per legge”. Questo l’appello di Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco alimentare Onlus che in questi giorni di emergenza nazionale chiede di non dimenticare i poveri. “Si deve ovviamente tutti vigilare per l’osservanza scrupolosa delle norme igienico-sanitarie, innanzitutto per il rispetto e l’attenzione dovuta alle persone, operatori e assistiti. Il bene della salute viene prima - dichiara Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus - ma sappiamo anche che non possiamo dimenticare chi è in difficoltà. La nuova situazione impone ogni giorno la ricerca di un faticoso equilibrio tra il diritto alla salute e quello al cibo”.
 
Le misure di contenimento della diffusione del coronavirus introdotte dal governo, infatti, stanno mettendo “a dura prova l’attività della Rete Banco alimentare e delle tante strutture caritative convenzionate”, spiega una nota del Banco alimentare. Ad oggi sono 7.500 le strutture caritative coinvolte che permettono di raggiungere 1,5 milioni di poveri. “Un’impresa della carità che rischia di incepparsi a seguito dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria”, aggiunge la nota. L’opera di Banco alimentare, inoltre, si basa sul contributo quotidiano di oltre 1.800 volontari, tra questi tanti pensionati, over 65. “Situazione questa comune anche alla maggior parte delle strutture caritative servite - continua la nota -. Col venire meno del loro importante contributo questa catena di solidarietà oggi inevitabilmente rallenta e a questo si aggiungono le difficoltà logistiche nel recupero e nella distribuzione del cibo”.
 
Le difficoltà riguardano anche il reperimento dei fondi necessari all’attività di raccolta e distribuzione del cibo, spiega la nota del Banco alimentare, che rischia di pregiudicare l’operatività ordinaria nel prossimo futuro. “Facciamo perciò appello perché questa emergenza non faccia comunque venire meno l’attenzione a chi ogni giorno vive nel bisogno – conclude Bruno. - Abbiamo bisogno di tutti: delle istituzioni, delle aziende, dei singoli perché ciascuno secondo le proprie disponibilità e responsabilità, faccia la sua parte perché non si interrompa la catena di solidarietà”.
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