1 aprile 2020 ore: 10:00
Non profit

Coronavirus. Fiabe al telefono e progetti online. La 21 luglio risponde all’emergenza

di Giovanni Augello
Tanti i progetti attivati dall’associazione per rispondere ai bisogni di chi vive in difficoltà e nelle baraccopoli della città di Roma. Dalle lezioni di break dance sul web alla spesa per gli anziani di Tor Bella Monaca. “Vogliamo continuare a difendere i diritti di chi da questa crisi subirà le conseguenze più drammatiche”
fiabe al telefono

ROMA - Regalare momenti di serenità ai bambini in questi giorni di emergenza coronavirus con le fiabe. È questo l’obiettivo del progetto “Fiabe al telefono” ideato e realizzato dall’associazione 21 luglio che nell’ambito del progetto Toy for inclusion ha attivato un servizio gratuito di lettura ad alta voce di fiabe in lingua romanes e in lingua italiana. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 al numero 388.4623209 e fa parte dei tanti servizi che l’associazione ha attivato in questi giorni per i bambini rom e non solo. “Vogliamo continuare a sostenere i bambini (dai 3 anni in su) - spiega l’associazione 21 luglio -, regalare loro momenti di gioia e serenità e colorare per qualche ora le loro giornate in un periodo di grandi difficoltà come quello che stiamo vivendo per contrastare il contagio da Covid-19”.

Tanti i progetti attivati a sostegno delle famiglie che vivono nelle baraccopoli della capitale. “Vogliamo continuare a difendere i diritti di chi da questa crisi subirà le conseguenze più dure e drammatiche”, spiega l’associazione. Per la prima infanzia, è attivo un servizio di raccolta beni di prima necessità per bambini nella fascia di età tra gli 0 e i 3 anni. “Stiamo raccogliendo pannolini, latte in polvere, omogeneizzati - spiega l’associazione -: tutto ciò che occorre per il sostentamento di bambini che vivono in emergenza abitativa. Stiamo consegnando alimenti alle famiglie che vivono presso le baraccopoli della città”. Per donare beni di prima necessità è possibile inviare una mail a info@21luglio.org o contattando l’associazione tramite la sua pagina Facebook. “I nostri servizi alle mamme di bambini con età tra gli 0 e i 3 anni continuano - spiega l’associazione -. Abbiamo creato gruppi whatsapp attraverso cui restiamo in contatto con loro per dispensare consigli, ascoltare i disagi, dare sollievo nei momenti più duri, inviare attività da realizzare con i propri figli durante le ore trascorse in casa”.

Continua anche l’impegno a sostegno della scolarizzazione. “Forniamo assistenza nella continuità scolastica mettendo a disposizioni dei bambini che vivono in emergenza abitativa accessi alla rete internet così da potersi collegare con le piattaforme progettate dalle scuole - spiega l’associazione -. È importante per noi che nessuno dei bambini si senta escluso e resti indietro nel programma scolastico. In collegamento con i loro cellulari supportiamo i bambini nelle ore di studio”. Per i ragazzi più grandi, invece, l’associazione ha creato dei video tutorial con lezioni di break dance e disponibili sulla piattaforma online all’interno del progetto Amarò foro. “Ogni sabato pomeriggio - spiega l’associazione -, attraverso la creazione di un gruppo whatsapp con i ragazzi del quartiere Tor Bella Monaca, avviamo la proiezione di un film, lo guardiamo insieme e poi ne commentiamo la trama ascoltando le loro impressioni, le loro idee. È un modo per non farli sentire soli e continuare a svolgere le attività comuni che in questo periodo sembrano straordinarie”.

Continuano anche le attività all’interno dell’I.C. “Giovanni Palombini”, con un lavoro che mira a raggiungere circa 25 classi tra materna, scuola primaria e secondaria. “Attraverso la creazione di “classi virtuali” - spiega l’associazione -, i nostri educatori rafforzano la collaborazione con gli insegnanti e la co-progettazione di moduli specifici di supporto alla didattica. Diventano online i laboratori di coding, teatro e progettazione partecipata realizzati dai nostri partner”. L’associazione, inoltre, continua a fornire supporto scolastico individualizzato a bambini che vivono condizioni di disagio. “I nostri operatori creano un ponte tra famiglia e scuola per garantire un lavoro diretto e dare assistenza anche tecnologica e economica grazie alla fruizione di schede internet necessarie al collegamento in rete - spiega l’associazione -. Stiamo lavorando, inoltre, per garantire il proseguimento dei percorsi di empowerment della comunità, rafforzando il lavoro di rete con i nostri partner e utilizzando nuovi strumenti di comunicazione e supporto a necessità specifiche”.

Ci sono anche gli anziani tra i destinatari dei progetti attivati dalla 21 luglio in questi giorni, come l'iniziativa “Resta a casa, alla spesa ci pensiamo noi”. “Abbiamo avviato un servizio di ritiro spesa presso i supermercati del quartiere Tor Bella Monaca - spiega una nota -, periferia est della città e consegna presso il domicilio (davanti la porta) di persone anziane con un’età superiore ai 70 anni. Il servizio, nel rispetto delle norme di sicurezza, è attivo dal lunedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 12.00”. Infine, per l’associazione ha mappato, con interviste telefoniche e visite alle baraccopoli sempre nel pieno del rispetto delle norme di sicurezza, la condizione di chi vive in emergenza abitativa. “Nelle baraccopoli della Capitale mancano i servizi - denuncia l’associazione -, manca l’assistenza sanitaria, manca l’informazione necessaria per contrastare il contagio. È per questo che a gran voce, abbiamo lanciato un appello alla sindaca Virginia Raggi e al Prefetto Pantalone perché vengano attivate misure urgenti finalizzate a tutelare il diritto alla salute, alla continuità scolastica”. L’associazione, infine, ha attivato un canale ad hoc per le donazioni a sostegno delle attività avviate per far fronte all’emergenza coronavirus.

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