21 aprile 2015 ore: 15:18
Immigrazione

Corridoio umanitario per i profughi: anche Napoli si mobilita

Oggi sit in delle associazioni davanti alla Prefettura per chiedere che "l'Europa si assuma le sue responsabilità non delegando solo l'Italia all'accoglienza"
Immigrazione, due profughi si coprono con una coperta

Napoli - Anche Napoli si mobilita, dopo l'ennesimo naufragio di sabato 19 aprile. I sindacati insieme alle associazioni e ai cittadini protesteranno nel tardo pomeriggio di oggi davanti alla sede della Prefettura in piazza Plebiscito per "rendere omaggio a uomini, donne e bambini, morti perché hanno l'unica colpa di cercare la libertà e chiedere fatti non parole: la  creazione immediata di  un corridoio umanitario nel Mediterraneo e che l'Europa assuma le sue responsabilità non delegando solo l'Italia all'accoglienza".

- Da Mare Nostrum a Triton. Dall'inizio dell'anno sono stati oltre 20.000 gli sbarchi della disperazione in Italia e oltre 1600 i profughi morti nel Mediterraneo, tra i 700 e i 900 solo nell'ultima tragedia.  L'emergenza Triton, che prende il nome da Triton di Frontex (originariamente chiamata Frontex Plus), programma a guida Unione Europea , tramite Frontex l'agenzia europea di controllo delle frontiere del Mar Mediterraneo a partire dal 1º novembre 2014, quando ha sostituito l'operazione Mare nostrum attuata dall'ottobre 2013 al 1º novembre 2014 dalle forze della Marina Militare dell'Aeronautica Militare italiane. "Mare nostrum, che purtroppo è stato un breve intermezzo tra emergenza Nord Africa ed emergenza Triton, puntava al salvataggio delle vite umane - spiega Jamal Qaddorah, delegato all'immigrazione della Cgil di Napoli - Triton è finalizzato al controllo di frontiera, non ha budget, non ha personale specializzato, non ha umanità. D'altra parte l'Italia da sola non ce la fa, tutti i paesi devono prendere la loro parte di responsabilità per garantire un viaggio e un'accoglienza sicuri ai migranti. Bisogna agire anche per modificare la percezione dei migranti da parte degli italiani che postano commenti malvagi su fb, non che di alcuni rappresentanti politici che incitano ad "affondare i barconi". Purtroppo viviamo in un mondo mediocre dove anche i mediocri possono parlare pubblicamente. Ma come diceva Martin Luther King "non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti". Di fatto "Triton non ha avuto alcuna funzione deterrente, infatti non è diminuito il numero delle partenze, è solo aumentato il numero dei morti", denuncia Lassaad Azabi, mediatore della Cooperativa Dedalus. 

Ed è per fare chiarezza anche a livello locale della gestione dell'emergenza profughi, affidata alle prefetture, che Cgil Cisl Uil hanno chiesto un incontro col nuovo prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone, già impegnata nella questione immigrazione a Salerno, una donna "molto sensibile e molto efficace, che punta a risolvere i problemi, senza fermarsi davanti alla burocrazia", dice Qaddorah che ha già ha avuto modo di collaborare con il prefetto a Salerno.

L'emergenza a Napoli e in Campania. Si stenta a tenere il conto dei profughi attualmente ospitati in Campania, che dovrebbero essere oltre 1500 a Napoli e oltre 2100 in Campania secondo l'ufficio immigrazione della Cgil. E' di pochi giorni fa la circolare firmata dal prefetto Mario Morcone, direttore del Dipartimento Immigrazione del Viminale indirizzata ai prefetti che chiede di trovare subito 6.500 posti anche con "provvedimenti di occupazione d’urgenza e requisizione", poiché i luoghi destinati all’accoglienza sono pieni e le previsioni parlano di migliaia di persone pronte ad arrivare in Italia pertanto si prevede di utilizzare le caserme per ospitare i profughi. In particolare si prevede che Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia e Campania mettano a disposizione 700 posti, 300 la Puglia, 250 il Lazio e le Marche mentre altri 1.500 vanno divisi nel resto d’Italia. (Napoli città sociale)

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