1 aprile 2016 ore: 15:51
Disabilità

Cos'è l'autismo: un po' di chiarezza

In vista della Giornata mondiale che si celebra domani, l'Associazione nazionale genitori soggetti autistici (Angsa) puntualizza che il disturbo non è né timidezza né psicosi, ribadisce l'importanza della diagnosi precoce e dell'inserimento sociale e lavorativo
Autistici con sigaretta

ROMA - In vista della Giornata mondiale dell'autismo che si celebra domani, l'Associazione nazionale genitori soggetti autistici (Angsa), cerca di fare chiarezza su cosa questo disturbo comporti nella realtà. L'autismo, o più precisamente disturbo dello spettro autistico, non è timidezza o blocco psicologico, non è carenza di amore materno, non è una scelta di isolamento o ripiegamento nel proprio mondo, ma una grave difficoltà nel comunicare in modo funzionale, nell'esternare i propri sentimenti e nella comprensione di quelli altrui. Non è una chiusura in pensieri profondi o fantastici, non è psicosi o nevrosi, è difficoltà a giocare con i giocattoli e con gli altri bambini, a interagire in modo appropriato con gli altri, a sviluppare capacità intellettive. 

Nonostante non sia mai certa nei primi due o tre anni di vita, è fondamentale una diagnosi precoce, che potrebbe fare la differenza e contribuire a massimizzare il margine di recupero attraverso trattamenti di tipo comportamentale. A questo proposito è stata sviluppata la scala Chat, una misura ad hoc per diagnosticare forme di autismo che fa riferimento a degli indicatori precoci distinti per aree: il pediatra, affiancato dal genitore, è tenuto a osservare per tutti i bambini di 18 mesi, e nel caso emergano sospetti deve inviare il bambino ai centri specializzati, per iniziare quanto prima possibile il percorso abilitativo. 

Una rapida diagnosi può innanzitutto velocizzare l'applicazione degli interventi consigliati dalla Linea Guida 21 dell’Istituto Superiore di Sanità, ma può anche giovare alla persona autistica in fase adulta, fase in cui viene “abbandonata dalla neuropsichiatria e di fatto perde, oltre alla diagnosi, la presa in carico e l’abilitazione specifica”. Le persone con autismo, una volta maggiorenni, non beneficiano infatti del Progetto Individuale previsto dall’art. 14 della Legge 328/2000, che garantisce alle persone con disabilità prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio sanitario nazionale, servizi di recupero e di integrazione sociale e le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale. Sono infatti molti gli oneri dei genitori, che per assenza di leggi e di norme che tutelino la vita dei ragazzi e adulti autistici, devono spesso improvvisarsi co-terapeuti.

Sono pochissime le realtà fornite di personale competente e specializzato che si occupano di ragazzi autistici dopo il compimento del diciottesimo anno di età che, nella maggior parte dei casi, "passano il tempo in attività infantili e/o pesantemente sedati con farmaci”. Nemmeno le persone più dotate vanno a lavorare, ma bisogna riconoscere il diffondersi di progetti che come le Bio Fattorie speciali offrono la possibilità di fare esperienze lavorative legate alla formazione scolastica di istituti alberghieri o agrari oppure alla iniziativa di genitori e di associazioni locali. È stata a tal riguardo presentata nei giorni scorsi dalla senatrice Pd Leana Pignedoli, la proposta di legge "Isola di abilità", che prevede l'inserimento lavorativo delle persone autistiche in agricoltura con il supporto di un tutor aziendale e che sembra aver ricevuto il pieno sostegno del governo. 

Un altro traguardo è stato raggiunto dall'approvazione della legge su La Buona Scuola che ha reso obbligatorio un tirocinio scolastico di 400 ore, utilissimo per preparare alla vita adulta studenti con autismo. È di basilare importanza infatti il periodo scolastico, poiché “la scuola rappresenta il più importante ambito educativo ed abilitativo, che può offrire le migliori possibilità per raggiungere il più elevato grado di autonomia possibile”, per questo in questa fase più che mai è indispensabile la presenza di insegnanti ed educatori competenti. 

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