Cosa c’è dietro un paio di scarpe? Al via campagna per trasparenza nella moda
FIRENZE - Cosa c'è dietro una borsa, un paio di scarpe, un abito? Ogni giorno indossiamo uno di questi oggetti ma quasi mai sappiamo cosa effettivamente c’è dietro la sua realizzazione. Dietro ai prodotti di moda rischiano di nascondersi fenomeni di sfruttamento e illegalità ed è proprio sulla necessità di rendere trasparenti e controllate le filiere che si è mobilitata la Filctem Cgil di Firenze con la campagna social #sotuttodite (www.sotuttodite.org), a favore della trasparenza delle filiere. Per questo la Filctem Cgil di Firenze lancia un appello alla cittadinanza e agli attori sociali del territorio per attivarsi e chiedere un meccanismo di controllo sulla catena di fornitura, chiedendo ai lavoratori di esporsi e raccontare la propria storia, affinché possano essere più facilmente rintracciati i meccanismi di sfruttamento.
- Anche i lavoratori fiorentini del settore si stanno mobilitando mettendoci la faccia: come Alessio, tagliatore di pellami, che ci ricorda come “una macchina governata da un computer non potrà mai fare questo lavoro, il cui carattere artigianale è fondamentale”; oppure Monica, modellista, secondo lei “lo stilista è come un pittore e noi realizziamo le sue creazioni”; o ancora Mara, banchista, per lei “assemblare una borsa è come mettere insieme un puzzle”; ed Enrica che fa la sarta ed ha “imparato il mestiere dopo anni di esperienza in un laboratorio artigiano”. Loro e molti altri hanno scelto di raccontare il loro saper fare consapevoli che solo filiere trasparenti potranno proteggere il patrimonio di sapere artigiano, eccellenza del made in Florence (qui la gallery con tutte le storie e le foto dei lavoratori http://www.sotuttodite.org/sapere-artigiano).
social #sotuttodite (www.sotuttodite.org), a favore della trasparenza delle filiere