17 novembre 2020 ore: 14:14
Società

Covid e fake news: come riconoscerle?

Dal complotto responsabile della creazione del virus alla ricetta in casa per il disinfettante per le mani: insieme al contagio si sono diffuse le informazioni false. Montali, uno dei fondatori di Cicap: “Queste storie offrono risposte alle nostre paure o speranze”. Se ne parlerà a Fa' la cosa giusta!
Foto: Agenzia DIRE Brevetti, vaccini, covid, coronavirus

MILANO – Dal complotto ordito dalla Cina o da Soros o da Bill Gate per diffondere il virus nel mondo alla ricetta per fare in casa il disinfettante per le mani: non c'è che l'imbarazzo della scelta tra le fake news girate da quando il Covid-19 ha fatto la sua comparsa a Wuhan. Alcune rilanciate anche da capi di Stato, altre girate con messaggi audio via whatsapp. “Queste storie offrono risposte alle nostre paure o speranze”, spiega Lorenzo Montali, uno dei fondatori insieme a Piero Angela di Cicap, associazione che promuove un'indagine critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell'insolito con l'obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico. Montali interverrà sabato 21 novembre, dalle ore 21 alle 22, all'incontro on line dal titolo “Orientarsi nella complessità: il caso delle fake news sul Covid-19”, organizzato da Fa' la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. “Del virus la scienza sta scoprendo man mano le caratteristiche così come le possibili cure e vaccini -sottolinea Montali-. Però tutti noi siamo alla ricerca di risposte ai nostri interrogativi vista la situazione angosciante e i tempi della scienza sono molto più lunghi”. È in questo vuoto che si creano le fake news. “Ci parlano insomma di noi e di come reagiamo a un evento catastrofico”, aggiunge.

Rimane il problema di come riconoscere una fake news, soprattutto quando ciò che in apparenza sembra un'informazione importante è rilanciata da una fonte ufficiale se non addirittura da un capo di Stato. “Una fake news è una notizia palesemente non supportata da evidenze spiega Montali- e che poi si dimostra essere falsa. Ma il problema è che questo svelamento è sempre a posteriori e a volte la fake news continua a girare nel tempo, nonostante le smentite”.

Tra l'altro non dobbiamo pensare che le fake news siano nate con i social network. Basti pensare al discorso all'Assemblea delle Nazioni Unite tenuto da Colin Powell, allora segretario di Stato dell'amministrazione Bush, in cui sostenne di avere le prove inconfutabili dell'esistenza delle armi chimiche di Saddam Hussein. Non era vero niente, il mondo credette a quel discorso e pochi giorni dopo iniziò l'invasione dell'Iraq. Era il 2003 e i social network non esistevano ancora.

“Non ci sono ricette pronte per smascherare le fake news -afferma Montali-. È molto complesso e faticoso. Occorre farsi venire dei dubbi, essere critici. E non è semplice, perché le storie ci piacciono, anche quando sono inverosimili ma possono rassicurarci. Potremmo poi non avere le capacità di andare fino in fondo e magari non avere neanche il tempo e la voglia. Certo, il primo passo comunque è essere consapevoli che, vista la mole di informazioni che ci arrivano in ogni modo, il rischio di incappare in una fake news è molto reale. E tutti possiamo cascarci”. L'intervento di Lorenzo Montali sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Fa' la cosa giusta!.

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