13 ottobre 2022 ore: 11:38
Società

Covid, nelle Rsa picchi di contagi come nella popolazione generale ma basso impatto di ricoveri e decessi

Nuovo aggiornamento del report sulle Rsa pubblicato dall’Istituto superiore di Sanità: nel 2022 i contagi nelle Rsa hanno avuto lo stesso andamento della popolazione generale, ma grazie ai vaccini e ad una buona capacità di gestione del virus, testimoniata dagli andamenti degli isolamenti, l’impatto su ricoveri e decessi è stato basso
Foto: Felìcita Rsa Ass Felicita

ROMA - Nel 2022 i contagi nelle Rsa hanno avuto lo stesso andamento della popolazione generale, ma grazie ai vaccini e ad una buona capacità di gestione del virus, testimoniata dagli andamenti degli isolamenti, l’impatto su ricoveri e decessi è stato basso. Lo afferma il nuovo aggiornamento del report sulle Rsa pubblicato dall’Istituto superiore di Sanità (Iss).
Sono 853 le strutture residenziali che complessivamente hanno partecipato alla sorveglianza dal 21 dicembre 2020 al 18 settembre 2022, provenienti da 7 regioni e per un totale di 31.341 posti letto disponibili. Ecco i dati principali emersi.

“Dal dicembre 2021 e durante l’inizio del 2022 vi è un nuovo aumento dell’incidenza dei contagi – afferma l’Iss -; a gennaio 2022 si raggiunge il 7% di nuovi casi settimanali nelle strutture per anziani e il 5% nel totale delle strutture residenziali. Un ulteriore picco, sebbene più basso, avviene a marzo 2022 con un’incidenza pari, rispettivamente, al 4,5% e al 4%. In seguito si osserva un calo dei nuovi casi nelle strutture, con valori prossimi allo 0,3% a inizio giugno, cui segue un nuovo aumento con un picco relativo a luglio 2022 di 1,6% nelle strutture per anziani non autosufficienti e del 2% nel totale delle strutture residenziali. Tale picco è seguito da una deflessione nel numero di nuovi casi a partire da agosto 2022. I picchi descritti nel 2022 rispecchiano l’andamento dei contagi nella popolazione generale delle Regioni partecipanti”.

Secondo il report dell’Iss, poi, gli andamenti degli isolamenti nelle strutture evidenziano “la buona capacità delle stesse di reagire e gestire adeguatamente gli eventi: le curve infatti, sia per le sole procedure di isolamento per Covid-19 sospetto, probabile o confermato, e sia anche inclusive degli isolamenti per contatto stretto o nuovo ingresso in struttura, presentano variazioni e picchi simultanei in corrispondenza dei picchi dei contagi in struttura (con valori di picco percentuali rispettivamente pari a 10,3% e 16,1% ad inizio 2022, e pari a 7,7% e 11,3% a marzo 2022)”.

La percentuale di residenti Sars-CoV-2 positivi trasferiti settimanalmente in ospedale, rispetto al totale dei residenti in struttura, mostra invece, rispetto alla curva dei contagi, un minore impatto delle ondate epidemiche occorse nel periodo osservato. “Da dicembre 2020, infatti, il grafico mostra un decremento continuo dell’indicatore fino a raggiungere valori inferiori allo 0,01% sia nelle strutture residenziali per anziani che in tutte le strutture residenziali durante il giugno 2021 – precisa l’Iss -. Questa percentuale aumenta nuovamente nel 2022, in relazione ai picchi epidemici con un valore massimo dello 0,6% nelle strutture residenziali per anziani e dello 0,4% in tutte le strutture residenziali osservato nel marzo 2022”.

Quanto ai decessi di pazienti Sars-CoV-2 positivi avvenuti nelle strutture residenziali, questi - in rapporto al totale dei residenti - mostrano una sostanziale stabilità nel periodo di osservazione. “Questo indicatore mostra infatti, sia per i soli residenti di strutture per anziani non autosufficienti che per i residenti di tutte le strutture, un picco intorno allo 0,4% a gennaio 2021, e un picco intorno allo 0,2% nella prima metà di aprile 2021; dalla metà di aprile 2021 in poi, però, la percentuale di decessi scende a valori molto bassi sui quali si mantiene anche nel corso delle nuove ondate epidemiche, pur a fronte di un numero elevato di contagi tra i residenti, restando sempre al di sotto 0,15%”.

Infine, la copertura vaccinale nelle strutture risulta molto alta e raggiunta rapidamente: “a settembre 2021 aveva ricevuto il ciclo completo di vaccino anti-Sars-CoV-2 il 94% dei residenti nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti ed il 93% dei residenti in tutte le strutture – conclude l’Iss -; a metà dicembre 2021, inoltre, l’80% dei residenti aveva ricevuto anche la dose vaccinale booster o addizionale. A fine periodo di osservazione la percentuale di residenti vaccinati a ciclo completo è circa del 98% e la percentuale di residenti vaccinati anche con una o più dosi booster è del 93%”.
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