2 luglio 2015 ore: 18:09
Non profit

Cresce la povertà, sostegno a distanza nel Mezzogiorno

Forumsad “emigra” in Italia attraverso l’attività di cento associazioni, che si mettono in rete per promuovere comunità solidali e rigenerare welfare al sud. rogetti a favore di minori italiani e stranieri in difficoltà
Povertà. Scritta e gomma che cancella

ROMA - Forumsad “emigra” in Italia con una campagna e una serie di progetti a favore di minori italiani e stranieri in difficoltà. La rete italiana di associazioni impegnate in attività di sostegno a distanza e solidarietà internazionale promuove un progetto per fronteggiare l’aumento del tasso di povertà nel Mezzogiorno e intervenire in situazioni di disagio sociale.  Oggi la presentazione nella Sala Stampa della Camera dei Deputati.

Tante le azioni che le reti del sostegno a distanza metteranno in campo: un programma di alta formazione e scambio di buone pratiche; azioni ed eventi di diffusione e adesione alle linee guida sul sostegno a distanza redatte dal Ministero del Welfare; lo sviluppo di un calendario di incontri per favorire il confronto, lo scambio e le sinergie tra le associazioni e le reti delle sei regioni meridionali, e tra queste e le altre associazioni italiane ed europee; l'implementazione di strumenti web per favorire la partecipazione e le attività comuni.

La povertà in Italia è in aumento. La sua incidenza è passata dal 6,8% al 7,9%, coinvolgendo circa 303 mila famiglie in più rispetto all’anno precedente. Un fenomeno determinato dai numeri rilevati nel Mezzogiorno: una crescita che dal dal 9,8% al 12,6%, ha registrato 725 poveri in più, raggiungendo così un totale di 3 milioni e 72 mila persone.

Negli ultimi anni il Forumsad non sostiene soltanto bambini e comunità residenti in paesi del Sud del mondoi, ma persone in difficoltà che vivono in Italia. Un progetto che pure rigetta meccanismi assistenzialisti e tutti quei processi che rischiano di compromettere l’identità del soggetto esposto a condizioni di difficoltà.  “L’aiuto sociale che viene elargito deve sempre garantire il rispetto delle identità dei singoli soggetti – ha dichiarato il portavoce di Forumsad, Stefano Zamagni - Tutte le volte in cui per aiutare un portatore di bisogno lo estraiamo dal suo contesto, gli facciamo un atto di violenza. Seppure a volte non si può fare diversamente, il portatore di bisogno, proprio in quanto tale, non deve rinunciare alla propria identità. Dunque non deve essere costretto ad abbandonare la sua casa e i suo affetti per trovare delle condizioni economiche e lavorative che gli permettano di sopravvivere". "Quello promosso da Forumsad - prosegue - è un progetto che potrebbe scongiurare il fenomeno della fuga di cervelli: anche perché si assiste ad una inversione di rotta rispetto ai flussi migratori che hanno interessato gli italiani fino a qualche anno fa. Mentre prima ad emigrare erano gli ultimi della scala sociale, oggi sono i primi, quelli che hanno sviluppato un potenziale di competenze più alto”. 

“La campagna che parte a settembre, per durare nove mesi – ha spiegato Vincenzo Curatola presidente Forumsad -  non intende raccogliere fondi, ma coinvolgere le persone a preparare un futuro diverso: Partiamo dalle zone meridionali per dare assistenza, servizi e diritti a tutti coloro che ne sono esclusi, in tutte quelle situazioni contraddistinte da povertà e disuguaglianze. Ma quello che vogliamo aggiungere è un elemento culturale: imparare a rapportarsi tra persone diverse significa fare comunità, lavorare insieme e dunque, creare ricchezza, innescare un welfare capace di generare ricchezza in modo autonomo, rigettando così quelle forme di assistenzialismo fini a se stesse.”

A finanziare il progetto la Fondazione Con il sud, un ente non profit privato nato nel novembre 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, ovvero favorire percorsi di coesione sociale per lo sviluppo: sostiene interventi per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione dei beni comuni (patrimonio storico-artistico e culturale, ambiente, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie), per la qualificazione dei servizi socio-sanitari, per l’integrazione degli immigrati, per favorire il welfare di comunità.

Sarà implementata ed estesa la “card del sostenitore”, già sperimentata con successo in Campania, Basilicata e Sardegna: uno strumento che consentirà di coinvolgere direttamente le istituzioni locali e i cittadini che a diverso titolo si relazionano con le associazioni e i soggetti profit solidali, ossia donatori, consumatori etici, volontari, studenti, immigrati. “Si interviene su territori abbastanza delicati – ha precisato Marco imperiale, direttore generale della fondazione -dunque  cerchiamo di esercitare un controllo diretto delle attività che finanziamo, con un monitoraggio capace di entrare nel merito dei progetti che vengono portati avanti. Siamo convinti che sia necessario accumulare ricchezza sociale per favorire ricchezza economica. Seppure non è un paradigma valido in assoluto è valido al giorno d’oggi”. (Valeria Calò)

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