19 ottobre 2016 ore: 15:56
Economia

Crisi, a Forlì con il Fondo antipovertà aiutate 650 famiglie

Per il bando scaduto a febbraio presentate 246 domande, 111 quelle accolte per 86 mila euro erogati, mille alle famiglie con minori (il 65% del totale) e 500 a quelle senza. Oltre la metà sono persone che hanno perso il lavoro, un terzo sono in cassa integrazione o hanno subito una sospensione dell’attività
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FORLÌ - La crisi dopo 10 anni morde ancora a Forlì. Così Amministrazione comunale e sindacati provano ad allargare le maglie delle misure di contrasto alla povertà per intercettare sempre più famiglie. Come ricorda alla stampa il dirigente del servizio Politiche di welfare, Rossella Ibba, il Comune dal 2010 ha attivato un fondo anticrisi che ha fin qui erogato oltre 860 mila euro a circa 600 famiglie. Per il bando scaduto nel febbraio di quest'anno, il quarto, con una dotazione di 283.000, sono state presentate 246 domande, di cui 111 accolte per un totale di circa 86.000 euro erogati: 1.000 alle famiglie con minori, il 65% del totale, 500 a quelle senza figli. Per oltre la metà dei destinatari si tratta di persone che hanno perso il posto di lavoro, mentre un terzo sono in cassa integrazione o hanno subito una sospensione dall'attività lavorativa. Dato il fondo residuo, si è deciso di "ampliare la platea dei benificiari", raggiungendo ulteriori 64 famiglie. Non solo. Si è optato per destinare parte del residuo al contributo per gli affitti. Complessivamente sono state per il 2015-2016 835 le domande presentate, di cui 828 valide e 245 riconosciute per un totale di 291.000 euro di risorse regionali. A queste si aggiungono ulteriori 50.000 euro per pagare un mese di affitto ad altre 111 famiglie. Per il prossimo bando del fondo anticrisi, aperto senza scadenze da dicembre, si proverà a fare ancora di più. "Perfezioniamo lo strumento per verificare che l'impatto tocchi in maniera ampia le fasce bisognose e per porre le basi per identificare i bisogni futuri", spiega il sindaco Davide Drei. L'assessore al Welfare, Raoul Mosconi, sottolinea l'importanza della collaborazione con le parti sociali. "Il sistema del 'con', del fare assieme è un passaggio importante. C'è una condivisione del modo in cui si fanno le politiche e non è banale".

Merito dell'impegno dei sindacati e della scelta di uno sportello sociale diffuso che è in grado di orientare le persone. Per il 2017, aggiunge, agli interventi comunali si sommano quelli nazionali, come il sostegno all'inclusione attiva, e regionali, il reddito di solidarietà, per cui l'attenzione si sposterà sugli Isee superiori a 3.000 euro. Il prossimo bando avrà inoltre "criteri più ampi, ulteriormente inclusivi", conferma il segretario provinciale della Cgil, Paride Amati. E "sarebbe un segnale importante allargare la misura a tutti i Comuni dell'Unione". Fin qui, sottolinea, con l'Amministrazione comunale di Forlì "abbiamo trovato un terreno comune per definire cifre e criteri per eviatarre la disperazione di tante famiglie". Nella consapevolezza, ammette, che si tratta di "una goccia nel mare rispetto ai numeri della crisi".

Concorda il collega della Cisl Vanis Treossi: "Le ultime giunte non si sono mai tirate indietro" e ora si sigla un accordo per "rendere lo strumento più flessibile" e allargare così la platea dei beneficiari. Ha pesato in positivo, aggiunge il segretario provinciale Uil, Luigi Foschi, il nuovo Isee, che ha permesso di stanare parte dei furbetti e degli evasori. I criteri per l'erogazione del fondo, conclude, "sono seri e credibili, senza distinzione di fede e nazionalita'', conta solo la situazione disagiata". D''altronde la povertà "non ha certo bandiera".

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