19 febbraio 2015 ore: 12:09
Economia

Crisi, sei famiglie su dieci sotto il reddito medio

Rapporto Istat ''Noi Italia". Per il 62% reddito netto inferiore ai 2.400 euro al mese. In Sicilia si registra il valore più basso (circa il 29% in meno) mentre in Campania la più elevata concentrazione del reddito. Lavoro, "peggio di noi solo Grecia, Croazia e Spagna"
Donna fa spesa al supermercato. Carrello mezzo pieno

ROMA - Nel 2012 circa sei famiglie residenti su dieci (62%) hanno conseguito un reddito netto inferiore all'importo medio annuo di 29.426 euro, pari a circa 2.452 euro al mese". E' quanto emerge dal rapporto Istat ''Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo''. In Sicilia si registra il reddito medio annuo più basso (circa il 29% in meno del valore medio italiano) mentre in Campania si osserva la più elevata concentrazione del reddito; all'opposto l'equità si mantiene alta nella provincia autonoma di Bolzano. I paesi dell'Ue28 presentano notevoli differenze. La diseguaglianza risulta più alta in Bulgaria, Lettonia e Lituania e più bassa in Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Svezia. 

Lavoro, "peggio di noi solo Grecia, Croazia e Spagna". Nel 2013 risultano occupate quasi sei persone su dieci in età 20-64 anni, con un forte squilibrio di genere a sfavore delle donne e un marcato divario territoriale tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno. Il divario di genere e' più contenuto in Valle d''Aosta, maggiore in Puglia. Nella graduatoria europea, solamente Grecia, Croazia e Spagna presentano tassi di occupazione inferiori al nostro Paese, sottolinea il rapporto. Il tasso di occupazione dei 55-64enni e'' pari al 42,7% (+2,3 punti percentuali rispetto al 2012), inferiore alla media Ue28 (50,1%). La Svezia registra il valore europeo più elevato (73,6%), la Slovenia quello più basso (33,5%). Scende al 13,2% l''incidenza del lavoro a termine. Tale valore eè sostanzialmente in linea con la media europea mentre Germania, Francia e Spagna mostrano valori più elevati. Cresce invece la quota di occupati a tempo parziale (17,9%) soprattutto a causa dell'incremento del part time involontario. In Europa, questa modalità di occupazione è diffusa soprattutto nei paesi nordici (50,7% l''incidenza nei Paesi Bassi), mentre lo è poco nei paesi dell''Est di più recente adesione all'Unione. L'Italia ha un alto tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro, al 21,7% nel 2013 (26,1% per le donne). Si tratta di un indicatore particolarmente importante per quei paesi, come l''Italia, dove c'è una quota elevata di persone che non cercano lavorano attivamente e quindi non rientrano nel conteggio della disoccupazione. Nella media Ue28 il tasso si attesta al 14,1%; solo Spagna, Grecia e Croazia presentano valori più elevati di quello italiano.

 2,5 milioni di giovani non studiano e non lavorano. Sono circa il 26% del totale i giovani italiani tra 15 e 29 anni che nel 2013 non sono inseriti in un percorso scolastico e/o formativo e neppure impegnati in un'attività lavorativa. In Europa, solo la Grecia presenta un''incidenza maggiore (28,9%), mentre Germania e Francia registrano quote di Neet molto più contenute (8,7 e 13,8%). E' quanto emerge dal rapporto Istat ''Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo''. 

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