3 agosto 2020 ore: 13:07
Non profit

Csv, l’Onc nega l’accreditamento a Sardegna Solidale. “Decisione gravissima”

Dei 49 Centri di servizio per il volontariato sparsi in tutta Italia, quello sardo è l’unico a non aver ricevuto l’accreditamento dall’Organismo di controllo nato con la riforma del terzo settore. Dal Csv la richiesta di un’audizione per “evitare anni di conflitti giudiziari”
Giustizia, tribunale, giudice, martello
ROMA - Doccia fredda per il volontariato sardo: lo scorso 29 luglio, l’Organismo nazionale di controllo dei Centri di servizio per il volontariato ha deciso di non accreditare Sardegna Solidale, ente gestore dell’unico Csv presente sull’isola. Il 15 luglio dello scorso anno, infatti, Sardegna Solidale aveva presentato una manifestazione di interesse per poter proseguire la propria attività, ma oggi è l’unico tra i 49 Csv operanti in tutta Italia a non aver ricevuto l’accreditamento, passaggio necessario dopo la riforma del terzo settore che ha coinvolto l’intero sistema dei Csv italiani, riducendone drasticamente il numero e introducendo un nuovo organismo di controllo, ovvero l’Onc, presieduto da Francesco Profumo. “Per Sardegna Solidale si tratta di una decisione gravissima - spiega in una nota il Csv sardo -, supportata da motivazioni inconsistenti e pretestuose, che mette in agitazione tutto il volontariato isolano e interrompe le attività già programmate. Il volontariato sardo si mobilita già da oggi è chiede il sostegno delle istituzioni per risolvere questa delicata e gravissima situazione”.

L'appello di Sardegna Solidale a rivedere la decisione è arrivato non solo al presidente della Regione, Christian Solinas, e a quello del Consiglio regionale, Michele Pais, ma anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a Papa Francesco. “Tutto verte sull’individuazione dell’organismo titolare del Csv istituito nell’isola sulla base del decreto ministeriale dell’ottobre 1997 - spiega una nota del Csv sardo -. Per Sardegna Solidale il titolare era (ed è) il Comitato promotore del Csv Sardegna Solidale, presieduto da don Angelo Pittau e recentemente trasformato in centro di Servizio Sardegna Solidale Odv. Di diverso parere invece l’Onc, che ha dunque negato l’accreditamento”. Secondo Sardegna Solidale nessun rappresentante dell’organizzazione è infatti mai stato convocato né audito dall’Onc e per questa ragione chiede un’audizione affinché l’Onc riveda la propria decisione, evitando “anni di conflitti giudiziari e dispendio di risorse che meritano migliore e più utile destinazione”.
 
Il Csv della Sardegna non è nuovo a questo tipo di battaglie e già in passato ne ha vinte alcune. “È questa la terza volta, nella sua ventennale storia, che Sardegna Solidale si trova sotto attacco - si legge in un comunicato - . La prima nel 1998, quando dovette resistere davanti al Tar contro il ricorso presentato dal gruppo di associazioni che contestavano la legittimità della vittoria del bando per la gestione del Csv da parte delle sigle riunitesi intorno al Comitato promotore Sardegna Solidale”. La seconda battaglia è del 2005 “quando nel mese di dicembre, nel corso della votazione per l’approvazione della legge 23 sul Sistema integrato di servizi alla persona, il Consiglio regionale votò a sorpresa un articolo con il quale disponeva la cancellazione di Sardegna Solidale - spiega la nota - e metteva a bando quattro nuovi Csv, di cui tre territoriali (sud, centro e nord Sardegna) e uno tematico sulla povertà. Era un tentativo di lottizzazione contro il quale il volontariato sardo insorse unitariamente. Una lotta che si trasferì nelle aule di giustizia amministrativa e che si concluse vittoriosamente per Sardegna Solidale nel 2009”.
 
Sull’isola, intanto, il volontariato cresce: sono oltre 1.700 le organizzazioni attive, dieci ogni diecimila abitanti, con una crescita rispetto ad una precedente rilevazione del 2008, spiega il Csv. “Anche i dati che riguardano i volontari, occasionali e attivi, dal 1999 al 2016 risultano tutti in crescita - aggiunge la nota -. Infatti, il numero delle associazioni attive sull’isola è passato dalle 1200 del 1999 alle oltre 1700 di oggi. Il numero dei volontari è cresciuto da 30 mila nel 1999 a 45 mila nel 2016, mentre quello dei volontari occasionali è raddoppiato dai 40 mila nel 1999 agli 80 mila del 2016”. Numeri che “certificano la bontà dell’azione di Sardegna Solidale - spiega la nota del Csv -, la cui esistenza stessa oggi è messa a rischio dalla gravissima decisione dell’Onc”.
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