17 gennaio 2017 ore: 17:19
Giustizia

Cucchi, inchiesta bis: per i pm fu omicidio preterintenzionale

Si chiude la cosiddetta inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi. I tre carabinieri che lo arrestarono devono rispondere delle accuse di omicidio, calunnia e falso. Ilaria Cucchi: "Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere"
Stefano Cucchi - morto in carcere

Stefano Cucchi - morto in carcere

Roma - Il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, e il pm Giovanni Musaro' hanno chiuso la cosiddetta inchiesta bis (aperta nel novembre del 2014) sulla morte di Stefano Cucchi e contestato ai tre dei carabinieri che lo arrestarono nel parco degli Acquedotti il reato di omicidio preterintenzionale. Con loro, accusati di calunnia, il maresciallo allora comandante della stazione dei Carabinieri Appia (quella che, nella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2009 aveva proceduto all''arresto) e altri due carabinieri. Tra i reati contestati anche quello di falso verbale di arresto. "I carabinieri sono accusati di omicidio, calunnia e falso - ha scritto Ilaria Cucchi- Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere. Ed avere fiducia nella giustizia".

"Dopo otto lunghissimi anni, grazie al Procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e al Sostituto Giovanni Musaro', la ricerca della verità sulla morte di Stefano Cucchi appare possibile - afferma il senatore del Partito democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani a Palazzo Madama. - La richiesta di rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale e altri reati nei confronti di cinque carabinieri dimostra, in maniera inequivocabile quali violenze e quali abusi, quali menzogne e quali falsi abbiano determinato la morte di un trentaduenne romano; e abbiano impedito per così tanto tempo indagini approfondite. Oggi è possibile che i fatti siano infine accertati. Dal momento che siamo garantisti sempre e comunque e nei confronti di qualunque soggetto, aspettiamo l’esito del processo, ma dobbiamo registrare quello di oggi come un importantissimo passo avanti. Le accuse, dovrebbe essere superfluo ricordarlo, non sono indirizzate contro l''Arma dei Carabinieri ma contro quei singoli appartenenti che, con comportamenti illegali, ne offendono l’onore". "Mi auguro che oggi qualcuno voglia chiedere scusa ai familiari di Stefano Cucchi- conclude Manconi - e che, in particolare, a farlo sia qualche parlamentare infingardo che, da anni, commette il reato di vilipendio di cadavere, definendo Stefano Cucchi con i termini che gli suggerisce il proprio sordido vocabolario, ‘tossicodipendente, anoressico, epilettico, larva, zombie’".

“La perseveranza è sempre premiata, Ilaria Cucchi sta facendo qualcosa non solo per il fratello, ma per tutte le persone che si sono trovate o che potrebbero trovarsi in situazioni analoghe. Una persona nelle mani dello Stato deve essere più al sicuro che a casa propria", commenta il Senatore di Sinistra Italia Francesco Campanella.

Parla invece di “linciaggi personali” verso i tre agenti di polizia penitenziaria accusati il senatore Carlo Giovanardi. “La Pubblica accusa, usciti di scena gli agenti di polizia penitenziaria e i medici curanti, sposa la tesi solitaria del perito della famiglia Cucchi, che contraddice tutte le altre, incriminando per omicidio preterintenzionale tre carabinieri - afferma. - Per fortuna i processi si fanno in Corte d''Assise e non sulle TV e sui giornali: pertanto ribadiamo che la verità non è quella sponsorizzata dalle campagne mediatiche ma quella che con serenità e pazienza ci attendiamo emergerà anche in questo nuovo processo". 

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