8 aprile 2020 ore: 15:55
Disabilità

Cura Italia e disabilità, Inps risponde a Fish sull’indennità di 600 euro

L'istituto smentisce le preoccupazioni ed esclude “qualsiasi ipotesi di incompatibilità con le prestazioni assistenziali riconosciute a disabili civili, ciechi civili e sordi”. Falabella: “Mai smentita fu più gradita. Ma resta dubbio su assenze lavoratori disabili o immunodepressi”

ROMA – L'indennità di 600 prevista dal Cura Italia spetta anche ai lavoratori con disabilità che siano titolari di pensione di invalidità civile (290 euro al mese) o cecità o sordità. Lo ha chiarito l'Inps, rispondendo alle richieste di chiarimento avanzate nei giorni scorsi dalla Fish. In base a una lettura stringente della relativa circolare Inps, infatti, “una parte dei patronati sindacali, come segnalato da un numero significato di persone con disabilità, ritengono che siano da escludere i lavoratori con disabilità titolari di pensione di invalidità civile (290 euro al mese) o cecità o sordità”, riferiva Fish. “In riferimento alla circolare Inps n. 49 del 30 marzo ultimo scorso recante istruzioni per la richiesta e la corresponsione delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 – riferiva Fish - si segnala con forte preoccupazione che parte dei patronati sindacali che supportano tali procedure, interpretano impropriamente i passaggi delle circolare che esclude dall’indennità i titolari di pensione diretta. In queste interpretazioni, vengono annoverate non solo le prestazioni previdenziali ma anche, certamente contro la volontà del legislatore, quelle di natura assistenziale riconosciute ai minorati civili (invalidi e ciechi civili, sordi). Visto il danno che ne deriva ai potenziali interessati e i visti i tempi ristretti della domanda, si chiede una immediata nota dirimente da parte di Inps”.

Ed ecco la risposta formale da Inps al presidente Falabella: “Le disposizioni richiamate, segnatamente, agli articoli 27, 28, 29 e, in particolare, all’articolo 31 del decreto-legge n.18/2020, escludono qualsiasi ipotesi di incompatibilità con le prestazioni assistenziali riconosciute a disabili civili, ciechi civili e sordi. Dalla lettura sistematica delle norme richiamate si evince chiaramente che la disciplina delle incompatibilità riguarda esclusivamente le prestazioni previdenziali caratterizzate quindi dall’esistenza di un rapporto contributivo e non vi è alcun riferimento alle norme che regolano l’erogazione delle prestazioni assistenziali che trovano il loro fondamento giuridico in altre disposizioni di legge. Pertanto, alla luce delle considerazioni espresse, si ritiene non corretta l’interpretazione data, a dire di codesta Federazione, dai patronati.”

Soddisfatto Falabella: “Mai smentita fu più gradita. Ne diamo notizia e comunicazione nell’interesse generale”. Restano però alcune preoccupazioni e sopratutto “il disorientamento e il disagio sulle modalità applicative dell’articolo 26 del decreto ‘Cura Italia’, quello che prevede che le assenze dei lavoratori disabili o immunodepressi o con quadri clinici a rischio possano essere equiparate, fino a fine aprile, al ricovero ospedaliero. Sulle modalità per rendere esigibile quel diritto ancora nulla di nuovo, ancora silenzio da Inps, dal ministero della Salute, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

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