Cure ai minori stranieri, "Lombardia non rispetta Conferenza Stato-Regioni"
MILANO – "La Regione Lombardia non rispetta quello che la Conferenza Stato-Regioni ha approvato all'unanimità, cioè che anche i minori figli di mamme senza permesso di soggiorno devono essere iscritti al Sistema sanitario nazionale". È quanto denuncia Franca Rinaldi, volontaria del Naga, ex pediatra, commentando la decisione presa ieri al Pirellone. Le norme parlano chiaro, è il pirellone che non le rispetta. "Per quanto mi riguarda, penso che anche la mozione proposta di Ambrosoli non avesse molto senso: la legge già c'è, si deve solo rispettare", aggiunge. Ai genitori senza permesso di soggiorno, si aggiungono quelli che hanno documenti temporanei: "Per i figli di una mamma in Italia con un permesso di soggiorno per gravidanza – precisa Rinaldi -, l'iscrizione al Sistema sanitario nazionale dura solo 9 mesi. Sono anni che come Naga chiediamo di partire almeno garantendo un'assistenza sanitaria continuata ai bambini". Invece in Regione sono solo i pronto soccorsi ad occuparsene. E i costi lievitano rispetto a quelli di un pediatra, senza contare che ai bambini stranieri figli di irregolari non è garantita la possibilità di una cura seguita nel tempo da uno specialista. (lb)