13 febbraio 2003 ore: 16:12
Non profit

Nel 2002 l'Emilia Romagna oltre 3,5 milioni di euro per le popolazioni in difficoltà nel mondo

BOLOGNA - Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Palestina, Eritrea, Mozambico, i campi Saharawi. Sono le principali zone d'intervento dei 120 progetti di cooperazione e solidarietà internazionale che la Regione-Emilia Romagna ha approvato nel corso del 2002 (tutti interventi previsti dalle leggi regionali 5/96 e 18/90). I fondi stanziati? Nel bilancio del 2002 la Regione ha messo a disposizione oltre 3 milioni e mezzo di euro per aiutare le popolazioni in difficoltà in varie aree del mondo, attraverso i progetti di organizzazioni non governative e di promozione sociale, delle associazioni di volontariato, degli enti locali e degli organismi internazionali presenti sul territorio regionale. "La Regione Emilia-Romagna - ha sottolineato l'assessore alle Politiche sociali, Gianluca Borghi - è impegnata da tempo a promuovere lo sviluppo economico, sociale, culturale e democratico dei paesi in via di sviluppo, e a diffondere la cultura della solidarietà e della pace sul nostro territorio. Oggi siamo una delle Regioni più attive nel campo della cooperazione internazionale con un numero di progetti approvati nel 2002 che è quasi raddoppiato. Gli interventi progettati da associazioni emiliano-romagnole rappresentano un contributo concreto allo sviluppo delle popolazioni in difficoltà del nostro pianeta e alla costruzione di una pace solida e duratura". In particolare, i progetti messi in campo da associazioni di volontariato, Ong e enti locali del bolognese sono 60 (tra i soggetti attivi ci sono il Gruppo volontariato civile, Peace Games, Nexus, Cefa, Gruppo volontariato civile, Cospe).
Ancora qualche cifra: nel 2002 è quasi raddoppiato, rispetto all’anno precedente, il numero di progetti di solidarietà promossi dalla Regione (dai 70 del 2001 ai 120 approvati nel 2002). Sono aumentate in proporzione anche le risorse messe a disposizione, che nel 2001 ammontavano a 1.724.996 euro.
Ma quali le modalità di scelta e di realizzazione dei diversi progetti? Le priorità tematiche e geografiche vengono individuate dalla Regione attraverso alcuni strumenti programmatici (le Linee guida e il Piano di lavoro). I diversi soggetti emiliano-romagnoli, operanti nell’ambito della solidarietà e della cooperazione internazionale, si incontrano poi nei cosiddetti “Tavoli-Paese”, occasioni per scambiarsi informazioni sulle attività in corso e in previsione, confrontare le esperienze e mettere a punto programmi di intervento organici per ogni ambito geografico. I principali settori di intervento vanno dalla formazione alle iniziative ambientali, dalla lotta all’Aids alla promozione culturale, fino all’incentivazione dell’imprenditorialità e delle azioni generatrici di reddito. In aree come il Kosovo, il Brasile, il Chiapas, Cuba e l’Etiopia sono stati finanziati anche interventi a favore delle fasce più deboli della popolazione, in particolare i minori. Gli aiuti umanitari hanno riguardato prevalentemente i minori in Bielorussia, Ucraina e Romania, bambini e donne curde, afgane e pakistane, i campi profughi Saharawi. (en)
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