6 giugno 2018 ore: 15:31
Immigrazione

Rimpatri, il caso delle 100 mila badanti irregolari: "Problema per il welfare familiare"

Tra i 500 mila irregolari, potenziali destinatari di un provvedimento di espulsione, una fetta consistente è rappresentato da assistenti familiari. Pasquinelli (Welforum) “Se mandate via si creerebbe buco nell’assistenza. Anziché pensare a rimpatri serve rivedere la Bossi-Fini”
Anziano seduto e assistente, badante

ROMA - “Ci adopereremo per rendere effettive le procedure di rimpatrio” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte nel suo discorso al Senato per chiedere la fiducia sul nuovo governo giallo-verde. Quello sulle espulsioni degli irregolari dall’Italia è uno dei punti rimarcati nel contratto di governo firmato dal Movimento cinque stelle e la Lega e più volte sottolineato dal nuovo ministro dell’Interno, Matteo Salvini. La stima degli stranieri che si trovano in condizione di irregolarità sul nostro territorio è di circa 500 mila persone, tra questi almeno 100 mila sono colf e badanti. 

Sergio Pasquinelli, vicedirettore dell’Osservatorio nazionale sulle politiche sociali, Welforum.it, spiega che negli anni il numero di lavoratori domestici irregolari, cioè senza permesso di soggiorno, è diminuito ma rimane una fetta consistente del fenomeno. “Gli assistenti familiari in Italia sono in totale circa 850 mila, di questi almeno 70-80mila sono senza permesso soggiorno, semplicemente perché la normativa non gli ha dato possibilità ottenerlo - spiega -. Poi ci sono le colf irregolari che sono quantomeno altre 20 mila. Anche questi 100 mila rientrano nel conteggio dei 500 mila da espellere. La narrazione che circola nel dibattito pubblico, infatti, vorrebbe far credere che i potenziali rimpatri riguardano tutti quelli che arrivano via mare. Questo non è vero, è un fenomeno che non ha nulla a che fare coi flussi, ma che riguarda le persone straniere che vivono in Italia da anni, e che in alcuni casi sono componenti fondamentali di alcuni settori, come l’edilizia o l’assistenza dei malati”.

In particolare, se davvero la scure delle espulsioni si abbattesse anche sulle badanti “sarebbe un problema per il welfare familiare - spiega -. Una famiglia su 8 di quelle che si avvalgono di assistenti familiari vedrebbe venire meno questa risorsa. Facendo una stima cauta parliamo più o meno del quindici per cento delle famiglie. Questo vuol dire un buco di assistenza che parla da sola”. Ad oggi più o meno il 50 per cento delle badanti si trovano in situazione di convivenza con l’assistito: “Questo ha un peso specifico importante, perché vuol dire che parliamo di persone anziane o non autosufficienti. Si sceglie questo sistema rispetto a un ricovero in istituto”. Per Pasquinelli il caso delle badanti e delle colf è la testimonianza di quanto oggi in realtà l’Italia abbia bisogna di risorse straniere.

“Al di là dei proclami e della propaganda credo che torneremo alle care e vecchie sanatorie - aggiunge- Oggi si parla solo di flussi mentre non si affronta il tema immigrazione per quella che è, con una visione complessiva. Il rischio che si torni a fare dei distinguo tra meritevoli e non meritevoli, cosa molto difficile, complicata ed eticamente discutibile”. Quello che servirebbe invece è agire sulla legislazione: “nessuno parla più di quanto sia totalmente inadeguata la Bossi-Fini in un contesto completamente cambiato - aggiunge -. In particolare per chi fa il lavoro di cura: per esempio la chiamata a distanza del datore di lavoro. Le famiglie italiane dovrebbe chiamare in Ucraina per far venire qui una persona a lavorare. E’ fantascienza, nella prassi vige il passaparola sul territorio. La legge è vecchia, bisogna attualizzarla anche in base ai bisogni della popolazione anziana. Di immigrati abbiamo bisogno come risorsa strutturale: in questo momento reggono interi settori in un paese che invecchia”. Pasquinelli evidenzia infine come nel contratto di governo sottoscritto dai due partiti di maggioranza si parli di agevolazioni alle famiglie che si avvalgono di assistenti famialiari, come colf e badanti. “Non si capisce cosa si intenda, e di che tipo di agevolazioni si tratti - conclude - di certo con i rimpatri o i trattenimenti nei Cie delle badanti, le famiglie non vengono agevolate”. (Eleonora Camilli)




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