27 marzo 2017 ore: 12:32
Disabilità

Bologna, il disability manager boccia gli autobus

Poche banchine accessibili, messaggi vocali non funzionanti, sedili troppo alti. In un’udienza conoscitiva con l’azienda dei trasporti, Egidio Sosio ha mosso alcuni rilievi, anche agli autisti: “Serve una formazione ad hoc per relazionarsi con i disabili”. Tper: “Obiettivo è il 100% dei bus con pedana”

BOLOGNA – Bus a misura di disabile? A Bologna non tanto, stando ai rilievi mossi dal disability manager del Comune, Egidio Sosio, che ieri ha detto la sua durante l’udienza conoscitiva con Tper che si è svolta a Palazzo D’Accursio. Per cominciare, si registra “una percentuale irrisoria di banchine realizzate a norma di accessibilità”, afferma Sosio. Poi c’è lo scarso funzionamento dei messaggi vocali, che “non è un problema solo per i non vedenti e gli ipovedenti, ma anche per le persone anziane che hanno difficoltà di lettura e per i visitatori e i turisti”, sottolinea. Eppure, “anche sugli autobus nuovi spesso gli annunci vocali non funzionano”, segnala Sosio. In particolare, tra i mezzi di Imola “1 su 10 ha l’annuncio vocale, sugli altri non si capisce perché non viene attivato”, afferma il disability manager. E anche tra i treni di Tper “è difficilissimo trovarne uno su cui l’annuncio funziona”, segnala Sosio, sottolineando che “se un bus ha un faro o il display che non funziona, non lo fanno uscire. Se non funziona l’annuncio vocale, invece, esce lo stesso”. I dispositivi di questo tipo “devono diventare parte integrante del mezzo”, insiste Sosio, altrimenti le misure in favore dei disabili “restano sulla carta”. 

Passando ad altre problematiche, Sosio afferma che sui nuovi Crealis molti sedili “sono talmente alti che le persone anziane fanno davvero fatica ad accedere. Non so se è stato un aspetto considerato o no, ma è un dato che meriterebbe attenzione”. Poi c’è il tema degli autisti e il modo con cui si pongono quando arriva un passeggero sulla sedia a rotelle. “Ho avuto segnalazioni da associazioni e singoli cittadini sul fatto che c’è sempre un atteggiamento di malcelato fastidio che sinceramente non mi sembra una bella immagine né per la persona che per l’azienda”, attacca Sosio. “Sarebbe opportuna una formazione pedagogicamente educativa per affinare il comportamento rispetto a persone che manifestano una difficoltà”. Quanto meno, intanto, “abbiamo ottenuto la modifica dell’articolo 4 del protocollo di servizio”, spiega Sosio, per cui “finalmente i disabili possono salire e scendere da tutte le porte”, evitando di doversi spostare lungo il mezzo in movimento. Quello degli autisti scortesi è “un esempio plastico e di tutta evidenza”, sottolinea Marco Lombardo (Pd), aggiungendo che “la pulsantiera per i disabili molto spesso non è accesa”: dunque in molti casi si parla di “una strumentazione che c’è, ma purtroppo non funziona”. E intanto, tra i vari dispositivi relativi al comfort e all’accessibilità, “il trend di crescita più basso è quello delle pedane”, segnala il consigliere dem (i bus che ne sono dotati sono 586 su 1.107, erano 528 nel 2014). 

L’obiettivo “è avere in area urbana il 100% dei mezzi con pedana”, assicura Andrea Bottazzi per Tper. Per quanto riguarda gli autisti, invece, “abbiamo 1.400 conducenti e può essere che qualcuno non abbia la stessa sensibilità” degli altri, afferma un altro dirigente Tper, Gabriele Monaco, aggiungendo che c’è anche un tema di informazione, perché “abbiamo percepito una loro difficoltà a interfacciarsi con dispositivi che non conoscono”, in riferimento agli ausili usati dai disabili. Nel complesso, il focus in commissione dimostra che “c’è una grande attenzione al rispetto dell’ambiente e all’accessibilità da parte di chi gestisce il trasporto pubblico”, afferma Andrea Colombo (Pd), che aveva chiesto l’udienza conoscitiva insieme a Piergiorgio Licciardello (Pd), il quale commenta: Tper mostra dati “interessanti”, ma “ci sono ancora sfide da cogliere per poter effettivamente avere un servizio accessibile a 360 gradi”. (Dire)

© Copyright Redattore Sociale