18 ottobre 2018 ore: 18:01
Giustizia

“Fondazione con il sud” nella Calabria che accoglie e resiste a mafia e caporali

“Fondazione con il sud” in occasione del suo dodicesimo compleanno è andata a conoscere la Calabria che “cambia con cura”, accompagnando Fondazioni internazionali e corrispondenti della stampa estera a conoscere alcuni dei progetti che stanno rivoluzionando il territorio

REGGIO CALABRIA - In occasione del suo dodicesimo compleanno, la “Fondazione con il sud” ha promosso la manifestazione “Con il Sud, Prima e Dopo”, andando a conoscere alcuni dei progetti più significativi avviati in Calabria. Un’occasione per conoscere meglio e raccontare un pezzo di Italia in cui si sperimentano una società e un’economia solidali, fuori dal pensiero unico e dalla retorica. Un viaggio partito giovedì da Lamezia Terme e conclusosi oggi a Polistena, con l’intervento del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri intervistato da Giovanni Minoli.
“Qui vedo persone pulite, per bene, che fanno antimafia seria e concreta - ha dichiarato il Procuratore Nicola Gratteri -. Lavorano, rischiano e ci mettono la faccia. Servono persone così per sconfiggere le mafie, al di là della repressione. Magari non sono ancora moltissimi, ma quello che conta è l’idea: creare un modello sociale ed economico alternativo e reale. Questa è la strada giusta. Questo è l’antidoto al consenso sociale verso le mafie. Il mio compito di Procuratore è fare da testa di ariete, andare avanti per bonificare, derattizzare le aree infestate dalla ‘Ndrangheta. Queste associazioni completano e integrano il mio lavoro”.

Sul tema dei beni confiscati alle mafie e sulla loro gestione non proprio efficiente, il Procuratore ha aggiunto: “La confisca è uno strumento formidabile, ma bisogna investire di più nell’agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Un minuto dopo il sequestro, devono intervenire queste associazioni che si impegnano e creano alternative, riempiono il vuoto. Non si può tenere un bene confiscato congelato per anni in attesa di una sentenza, bisogna renderlo fruibile il prima possibile”. Sullo stesso tema, il presidente della Fondazione Con il Sud, Carlo Borgomeo, ha aggiunto: “Abbiamo sostenuto 68 interventi di valorizzazione dei beni confiscati in tutto il Mezzogiorno. La vera vittoria sarà però quando i beni confiscati non saranno solo ‘simboli’ del contrasto al potere mafioso, ma diventeranno occasione vere di sviluppo. Queste esperienze ci dimostrano che il sogno di un radicale cambiamento al Sud è possibile e va incoraggiato, raccontato e sostenuto”.

Durante il suo intervento, Borgomeo ha sottolineato come la scelta di incontrare esperienze significative sostenute in Calabria, in compagnia di osservatori esterni quali i corrispondenti della stampa estera e i rappresentati di fondazioni europee, era funzionale non solo a fare conoscere e raccontare pezzi di Italia poco noti, ma anche aprire un dibattito sul ruolo degli enti di erogazione “che devono accettare la sfida di rischiare e di adottare la logica del fare ‘con’ il territorio e non ‘per’ il territorio”. Il viaggio di “Fondazione con il sud” è partito giovedì da Lamezia con i ragazzi della Rom Lamezia Calcio della Comunità Progetto Sud ed è poi proseguito venerdì nella Locride con il Gruppo Goel e le cooperative che contrastano la ‘ndrangheta con modelli economici alterativi ed etici. Infine, le ultime tappe sono state Rosarno, dove i giovani agricoltori italiani e stranieri del Consorzio Macramè lavorano un terreno confiscato; e il Centro Padre Pino Puglisi a Polistena, con don Pino Demasi, Emergency, le donne e gli uomini che hanno ridato vita al palazzo confiscato al boss locale.

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